Florence And The Machine: recensione e setlist del concerto a Torino

di Francesca Parravicini

Una premessa doverosa: e’ la quarta volta che vedo i Florence and the Machine dal vivo. Quindi il mio parere potrebbe sembrare vagamente imparziale o condizionato. Eppure se, ipoteticamente avessi vissuto 25 anni nello spazio e fossi
piovuta ieri sera al Pala Alpitour di Torino, avrei scritto le stesse identiche cose.

Ora che abbiamo chiarito le cose, possiamo iniziare. Ieri sera si è tenuta la seconda data italiana (la pima a Bologna) del How Beautiful Tour dei Florence And The Machine, che presentano l’ultimo album How Big How Blue How Beautiful.

Dopo l’esibizione del supporter Gabriel Bruce (con una voce profondissima che manco Nick Cave) gli strumenti sono stati scoperchiati (con ululati del pubblico) e lo stage pulito accuratamente (per evitare che la Fiorenza incappasse in sassi, bulloni e morte correndo a piedi nudi) e la band ha preso posto.

Florence, da vera diva qual è, è entrata per ultima, scalza, con un abito di pizzo in blu e nero decorato da strass e firmato Gucci, che mi ha fatto urlare per ore.

La prima canzone, What The Water Gave Me ha aperto il concerto con una nota solenne e una Florence che cantava composta davanti al microfono. Ma a metà, un esplosione di suoni e Flo ha iniziato a correre e praticamente non si è più fermata. Non è stato un concerto statico: anche il pubblico in tribuna era in piedi e non seguire con il corpo la cascata di suoni che proviene dal palco è stato praticamente impossibile. Non sono mancati alcuni momenti di calma, come la bellissima e cupa Long & Lost o l’immancabile versione acustica di Cosmic Love.

Ora, l’avrò già detto in altre recensioni, ma la perfezione di Miss Florence Welch è una cosa ultraterrena. Se io faccio fatica a strisciare dal salotto alla cucina per prendere un vasetto di Nutella, Florence corre, salta, si butta per terra, si butta sulla folla, gira come una trottola per due ore, danza con una grazia ultraterrena e in più, udite udite, è sempre intonatissima e la sua voce è limpida e cristallina, come dopo una scorpacciata di caramelle contro il mal di gola. La band è straordinaria, ma è Florence la vera protagonista della serata e da sola, con voce, movimenti e qualche breve interazione con il pubblico (ricordando che la madre, insegnante di Storia dell’arte rinascimentale, la portava spesso in Italia a visitare chiese) riesce a tenere viva l’attenzione e a entusiasmare.

Eravate presenti al concerto di Florence and the machine, vi è piaciuto?

Setlist:

What the Water Gave Me
Ship to Wreck
Bird Song Intro
Rabbit Heart (Raise It Up)
Shake It Out
Delilah
Sweet Nothing (Calvin Harris cover)
You’ve Got the Love (The Source cover)
How Big, How Blue, How Beautiful
Cosmic Love (Acoustic)
Long & Lost
Mother
Queen of Peace
Spectrum
Dog Days Are Over

Encore:
What Kind of Man
Drumming Song

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