Eurovision Song Contest 2018: recensione e commento

di Claudia Lisa Moeller

Eurovision Song Contest 2018 è andato in onda poche ore fa. In onda su RAI 1 in prima serata.

Lo show è incominciato dopo il TG 1 con una lunga (anche troppo) anteprima. A presentare e raccontarci la nuova avventura canora europea (e non solo: Australia e Israele sono ormai presenze fisse) ci sono Federico Russo e Serena Rossi. Il primo è il conduttore fisso per trasmissioni musicali e dal 2015 conduce l’Eurovision, mentre la seconda è una nuova aggiunta. Secondo i vertici RAI, evidentemente, il suo successo come attrice in un musical (Ammore e Malavita) l’ha resa automaticamente una presentatrice di trasmissioni musicali.

No, non c’è proprietà transitiva tra cinema e tv. Così quando la conduttrice deve leggere il cognome della concorrente estone, si diverte a storpiare più volte il cognome (Nechayeva) della concorrente. Il lavoro di un conduttore, specie se ridotto ad una presenza radiofonica, è di presentare i concorrenti. Non essere pronti nemmeno a citare la lista di venti nomi è qualcosa di poco professionale, oltre che estremamente maleducato e poco rispettoso.

In più abbiamo capito che Serena Rossi ha doppiato un personaggio in Frozen, ma non c’era bisogno di continuare a fare riferimenti al film. Per tutta la SERATA. Infine sminuire le performance o gli abiti altrui, specie se di donne, dà quella immagine un po’ retrò delle donnicciole a casa che sono sempre e solo acidelle con le altre.

I due conduttori spoilerano anche le esibizioni che presto andremo a vedere togliendo l’effetto sorpresa: vedere quanto successo con la performance dell’Ucraina e della Danimarca. In più i commenti di Federico Russo e Serena Rossi spesso strabordano: non solo sono lunghi, ma continuano anche sulla presentazione del concorrente successivo. Infine la qualità dei loro commenti (ma questo è da attribuire alla nutrita squadra di autori della trasmissione) è spesso un copia/incolla dei commenti che avreste potuto leggere sui social.

A mezzanotte, però, scappa un caloroso e colorito commento di Russo nei confronti dello stato di San Marino, reo di aver tradito gli italiani. E ripete anche: “Tra vicini ci si aiuta!”. Personalmente questa tifoseria era anche divertente, anche se forse i toni sono stati alla fine un po’ troppo coloriti.

Arriviamo quindi a Twitter. Non solo social molto attivo, ma da oggi anche in sovrimpressione della trasmissione. Anziché mettere i sottotitoli delle canzoni presentate in gara (magari qui sì che una tradizione sarebbe potuta essere opportuna), si è pensato bene di pubblicare i commenti del pubblico da casa. Pertanto sorge spontanea la domanda: a che pro allora pagare due conduttori che storpiano i cognomi quando possiamo pubblicare in sovrimpressione i tweet?

Se vi siete chiesti a cosa servissero le presentatrici dell’Eurovision, vi diamo noi la risposta. Tutte le loro apparizioni, commenti e interventi in inglese sono stati tagliati. Spesso per mandare in onda la pubblicità. Anche le piccole interviste ai cantanti che si sono presentati.

Da apprezzare la pronuncia inglese curata delle conduttrici e rimane sempre un peccato che la RAI, e in particolare RAI 1, tagli tutti i passaggi in inglese. Magari una veloce traduzione in contemporanea, come proposto da altre reti tv estere, avrebbe potuto essere più interessante della lettura di tweet sul colore dei capelli dei cantanti.

Come anche il taglio massiccio all’autoironico riassunto andato in onda mentre si attendeva di sapere chi avrebbe vinto il concorso conoro.

Cosa c’è da dire sullo show? Quest’anno, più di altri anni, ci sono state esibizioni pensate e realizzate solo per la televisione. Vedere lo show del cantante norvegese. O la soluzione a metà scelta dalla cantante estone (che si è esibita in italiano): un vestito enorme e costosissimo usato come sfondo per giochi di luci.

(Nota: nell’edizione italiana i commentatori si sono concentrati sul costo esorbitante dell’abito, mentre in Germania il telecronista ha parlato delle dimensioni e peso. Infine nell’edizione italiana le note turistiche sul posto sono spesso limitate a due parole svelte e sbrigative.)

Abbiamo visto performance dalle scenografie elaborate e costose, ma anche quelle low budget ma d’effetto come quella della Moldavia o Israele (ME-RA-VI-GLIO-SA!).

Inoltre quest’anno dall’APP ufficiale dell’evento potevate votare la performance in diretta al posto del televoto. Tra l’altro se via telefono non era possibile televotare per Ermal Meta e Fabrizio Moro perché nessun paese poteva autovotarsi, dalla APP non era così.

Cosa dire di Ermal Meta e Fabrizio Moro, i due vincitori di Sanremo e concorrenti italiani? Da apprezzare la scelta di mettere i sottotitoli in più lingue del testo che hanno presentato contro il terrorismo. Il televoto li ha premiati e li ha fatti salire di molto nella classifica finale e chiudono quinti.

Mi rimane solo una domanda: perché nessuno dei due conduttori poteva dire in inglese come erano ripartiti i punti? Per comunicare al mondo come gli italiani hanno votato è stata chiamata la ex fidanzata di Fez, Giulia Valentina che è madrelingua inglese.Nonostante la sua carineria e parlata non si poteva chiamare uno dei due conduttori? O perché non hanno incluso Giulia Valentina nella telecronaca?

Vince questa edizione dell’Eurovision Song Contest 2018 Israele. Già favorita, ma fino alla fine tallonata da Austria, Svezia e Cipro. Vedremo quindi la prossima edizione 2019 in Israele. Sarà sicuramente un’edizione geopoliticamente interessante.

Voto all’Eurovision Song Contest 2018? 8: la RAI ha deciso di preferire una trasmissione europea per cercare di vincere la nazionalpopolare Maria de Filippi, dimostrando coraggio e ricordando anche il suo servizio di rete pubblica. Negli ultimi anni l’Eurovision ha dimostrato di essere uno show dal forte appeal a riprova che chi vorrebbe la fine dell’Europa si sbaglia.

E tu cosa ne pensi di questa edizione dell’Eurovision Song Contest 2018?

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