EMAs 2010: Pop e Rock si intersecano in una serata che ne ha per tutti.

di Alice Ziveri

Che gli spagnoli sappiano come divertirsi non è cosa nuova, e naturalmente non potevano smentirsi avendo fra le mani un’occasione come gli MTV Europe Music Awards, uno del più grandi eventi musicali esistenti. Perché limitarsi ad una serata? Madrid si è trasformata in una vera e propria festa della musica per l’intera settimana, con un susseguirsi di concerti e feste. Ultimo, prima della grande soirée, l’esclusivissimo live di Bon Jovi al Circo Price, con una set list di grandi successi e un’ospite a sorpresa: Rihanna, che ha duellato con loro su Livin’ on a Prayer.
Ricco di performance anche lo spettacolo finale: fra i ritmi latini di Shakira, la dance di Rihanna e l’energia dei 30 Seconds To Mars, ce n’è per tutti i gusti.

La serata all’interno della "scatola magica"

La Caja Màgica ( "scatola magica", per chi ancora non lo sapesse) è tappezzata di pannelli di MTV e sponsor, led con scritte scorrevoli e muri luminosi a intermittenza, che passano dall’azzurro al rosa.  A partire dalle sei, l’arena si riempie lentamente, ragazzine impazienti di vedere Miley Cyrus e Shakira si affiancano a omaccioni con teschi sulle bandane e chiodi di pelle che non aspettano altro che Bon Jovi e Kid Rock. Il Red Carpet trasmesso sui maxischermi rompe l’attesa, due animatori caricano il pubblico, alternando inglese e spagnolo senza capirsi a vicenda. Pochi minuti prima della messa in onda, sale sul palco la coreografa di Shakira per istruire tutti quanti sui passi base di Waka Waka: l’apertura dovrà essere scoppiettante!
E lo sarà: la cantante colombiana fa ballare tutti quanti sotto una pioggia di coriandoli colorati e enormi bandiere che sventolano ai lati del palco.
Eva Longoria, bellissima in tutti i suoi cambi d’abito, risulta però un po’ fredda paragonata all’esuberanza della conduzione di Katy Perry, nelle ultime due edizioni degli EMAs.
Il palco ruota, da una parte ci sono una serie di cerchi concentrici irregolari, illuminati d’azzurro ghiaccio, attraversati da gradinate. Dall’altra, uno sfondo metallico e quadrati contornati da un neon fucsia. Le premiazioni avvengono dalla parte opposta del palazzetto, dentro una specie di cubo futuristico in cui i presentatori compaiono sollevati dal basso, avvolti da spirali di fumo: stile Star Wars, insomma.
Non c’è esibizione che non riscontri l’entusiasmo del pubblico, persino quelle all’esterno, proiettate sui maxischermi: per ricordarne alcune, Katy Perry con i suoi fuochi d’artificio, Rihanna con papaveri e uomini in bombetta, Miley Cyrus e la sua crew di ballerini in bianco. Il pop tutto colori e ritmi incalzanti è intervallato dalle note rock dei Kings of Leon, Kid Rock, l’attesissima chiusura dei Bon Jovi (che hanno ricevuto il premio come Global Icon) con un medley dei più grandi successi. Per loro, la scenografia si apre in grandi ali d’acciaio.
Durante i break, sui mega schermi girano immagini di esibizioni prese dai precedenti EMAs: Kanye West a Berlino, Beyoncé a Liverpool, I Tokio Hotel a Monaco.
Nel frattempo, dentro al cubo spaziale si avvicendano premiatori e premiati: acclamatissimi Jared, Shannon e Tomo dei 30 Seconds to Mars (Best Rock), che non fanno mancare parole di affetto verso i loro Echelon. Sbanca Lady GaGa, grande assente della serata che però incassa tre premi, recapitati in diretta sul palco del concerto di Budapest. Fischi a non finire per il Best Male di Justin Bieber, che fortunatamente per lui si trovava ad un oceano di distanza.
A fine serata, fra gli italiani presenti, si diffonde la voce che è proprio italiano il Best European Act: Marco Mengoni ha surclassato la star planetaria Enrique Iglesias con il 40% dei voti, contro il 15%. Sia questo che l’award per Best World Stage Performance (Tokio Hotel) non sono state trasmesse all’interno della Caja Màgica, quindi le notizie si spargono per passaparola.

A spettacolo terminato…

L’arena viene sgombrata in fretta e furia, gruppi di persone si fermano a scattare fotografie sullo sfondo dei pannelli in stile Red Carpet, allestiti apposta qua e là.
Molti si spostano all’aftershow party, e se ne vedono di tutti i colori: gente vestita da torta alle fragole, Platinette madrilene, make-up da drag-queen affiancati a baffi e sopracciglia da ominide, capelli di ogni forma e colore, piume e pellicce variopinte. Il locale poco più in là, invece, è immerso nel bianco, elegantemente etereo. Qualche luce dai colori pastello vortica sul soffitto, su un palco al fondo della sala si esibisce una band, gli ospiti vanno e vengono dal bar con bicchieri colmi di ghiaccio che riflettono le luce tenue. L’aera VIP, dove fra gli altri si aggirando Jared Leto, Miley Cyrus, Aida Yespica e Emily Osment, è su una sorta di terrazza interna che si affaccia sul resto della sala.
Perché le star festeggino la loro serata.

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