DopoFestival 2019 con Papaleo, Foglietta e Marchetto: recensione

di Claudia Lisa Moeller

Il Dopo Festival va in onda dopo il Festival di Sanremo, a tarda notte, spesso ben oltre l’1 di notte.

Chi ha il coraggio (di voler ancora sentire di Sanremo) e la resistenza fisica per restare ancora all’ascolto e davanti allo schermo della TV con gli occhi aperti rimarrà male. Il Dopo Festival è uno di quei curiosi incroci televisivi di auto critica e che vorrebbe produrre un prodotto metatelevisivo, ma pare una grande autocompiaciuta lode sbrodolante.

La squadra del Dopofestival:

Da un lato ci sono tre presentatori: Rocco Papaleo, che ha già condotto un Festival (2012), Anna Foglietta attrice appollaiata su un’altalena e Melissa Greta Marchetto. I ruoli dovrebbero essere tre e chiari: Rocco Papaleo artista eclettico musicale e teatrale, Anna Foglietta solitaria meditabonda commentatrice sull’altalena e Melissa Greta Marchetto conduttrice più canonica e classica che pone domande agli ospiti.

Dall’altro i concorrenti musicisti in gara e infine i giornalisti della critica tv, musicale, di moda, di costume, di gatti, di qualsiasi argomento a piacere.

Il risultato finale:

Il risultato? Una grandissima confusione. Gli artisti che poco prima abbiamo visto al centro del palco di Sanremo sono messi in un angolo: in ogni senso. Come vedrete dalla foto di copertina, i cantanti sono messi di lato (o anche per terra, a seconda) e spesso vengono ignorati. Se, però, il cantante è famoso televisamente parlando (perché è stato in un talent), allora ottiene un minuto in più d’attenzione e magari può anche cantare qualcosina. Altrimenti la pena è l’oblio e una domanda di circostanza della serie: “Come ti è venuta l’ispirazione? Ma le parole ti vengono di getto? Parla della tua vita la canzone? Mia nipote ha anche lei una band.”

Da premiare l’onestà e sincerità del livornese Nigiotti che davanti a queste domande tediose risponde laconico: “Ho sonno: a quest’ora dormo”. E anche da casa non si capisce perché dovremmo restare in piedi così tardi per sentire commenti roteanti a casaccio nell’aria, giornalisti che bocciano (possibilmente sempre e comunque) artisti così diversi e commenti e gag che fanno ridere solo i tre conduttori. Anche loro, come nel Festival, per nulla in armonia.

Voto a Dopo Festival 2019? 4: rispetto all’anno precedente una grandissima delusione. In più la struttura autoreferenziale (tra giornalisti e conduttori ermetici) rende davvero difficile guardare quest’ennesima ora di programmazione su e di Sanremo.

E tu cosa ne pensi di questo Dopo Festival 2019?

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