Prova di maturità su RAI STORIA: recensione e commento

di Claudia Lisa Moeller

Prova di maturità in onda ogni mercoledì sera, su RAI STORIA, alle 21.15. L’intento del programma “Prova di maturità” è nobile (o forse solo il dovere di una rete pubblica): se la scuola non c’è, allora perché la RAI non prova a sostituire la scuola? Mamma RAI decide di sostituire le infinite e tormentante sessioni di simulazione dell’interrogatorio-interrogazione finale di maturità con un programma TV.

Ovvio dire che non può un programma televisivo sopperire quella dialettica alla base dei gruppi di studio, dove si alternano i ruoli di imputati/studenti e professori/giudici, però Prova di maturità voleva essere un coraggioso tentativo.

La RAI, quindi, si organizza come può e propone Prova di maturità. Il programma è statico e unidirezionale. L’utilità, quindi, per lo studente a casa è molto poca.

Il lato più debole della trasmissione non è nemmeno nella mancanza di interattività, ma nella commissione. I professori sono intellettuali, professori universitari o anche esponenti della nostra cultura ma non professori liceali. Non c’è nemmeno un insegnante delle scuole superiori. Anche qui ci chiediamo come mai non si sia cercato di fare una simulazione realistica.

Le domande spesso sono molto fumose o generiche. Non c’è nemmeno una domanda specifica sui temi trattati e sembra più di essere ad un quiz preserale, dove vince la cultura generale, e non un esame. Non ci credo che l’insegnante di storia ti chieda come rappresenteresti su Instagram Mussolini, una foto simbolo del ventennio fascista per raccogliere LIKE. Magari hai più chance che il professore di storia ti chieda le date della campagna di Albania o cos’era il patto Molotov/Ribbentrop (quando venne siglato, come andò a finire, ecc). Prova di maturità nasce con un’intenzione nobile, ma poi pare abbia paura di annoiare e cerca di rimanere una trasmissione generica che chiunque può guardare.

“Prova di maturità” sembra una interrogazione generalista, dove nessun tema viene analizzato e spiegato a fondo. Non mancano anche gli intellettuali o professori universitari che si limitano a dare risposte o spiegazioni generali ai quesiti posti dal conduttore. Sono spiegazioni “facili” o introduttive, ma mai nulla di specifico. Rimane sempre il dubbio per chi sia il programma. “Prova di maturità” non simula affatto una interrogazione.

La commissione rimane il lato più debole della trasmissione. Anche perché il fatto che ci siano solo due professori fa sì che le materie trattate siano molto poche, mentre nella maturità ogni commissario ha diritto a chiedere della propria materia. Così dalla trasmissione capiamo che se studi al Linguistico, ti chiederanno solo di Letteratura inglese.

“Prova di maturità” non ha nemmeno proposto la domanda consigliata dalla Ministra Azzolina. La Ministra Azzolina ha più volte detto che vorrebbe che l’esame di maturità fosse anche un momento per i giovani per parlare di come hanno vissuto il lockdown e cosa ha significato per i maturandi vivere confinati in casa per oltre tre mesi. Magari la parte più libera poteva essere lasciata al candidato.

 

Unica nota di merito del programma è aver preso veri adolescenti per “Prova di maturità”. Rimane solo strano l’atteggiamento di alcuni maturandi in video che si toccano i capelli e giocano al telefono, mentre parla il professore.

Voto a “Prova di maturità”? 5: non si è capito perché proporre un programma per la scuola, ma nessuno dei protagonisti del programma fa parte della scuola. Forse solo gli allievi.

Quindi cosa guardare per sapere come sarà la propria simulazione di maturità? Non resta che ricordare la chiusura del film “La notte prima degli esami”, dove Luca (il protagonista) sa benissimo che c’è un solo consiglio da seguire per poter vincere l’orale dell’esame finale:

E tu cosa ne pensi del programma “Prova di maturità”?

 

 

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