Dj Francesco, quello che non ti aspetti

di admin

Non ci si aspetta che un ragazzo diventato famoso con una canzone demenziale sul capitan Uncino e che dice di aver letto solo 2 libri quando studiava al liceo, decida di mettersi a scrivere lui stesso un tomo di 300 pagine, insieme al coautore Domenico Liggeri.
Eppure è così: Francesco Facchinetti, alias DJ Francesco, presenta oggi a Milano il suo libro "Quello che non ti aspetti", alla presenza dei fratelli, della mamma e di papà Roby Facchinetti, celebre membro dei Pooh.

Perché un’autobiografia?
Francesco dice di aver voluto raccontare non solo la propria storia, ma quella di molti ragazzi e ragazze "figli degli anni ’80", così ha dichiarato in un’intervista al mensile "Grazia": "Volevo raccontare la generazione dei figli degli anni ’80, questa generazione mutoide, che cambia continuamente. Una generazione cresciuta  a mazzate morali che sono più di quelle fisiche degli anni ’60"

Di quali "mazzate morali" parla Francesco? Si riferisce alle frasi di adulti che ci hanno frenati nel nostro desiderio di costruire un mondo migliore, che hanno distrutto i nostri sogni mostrandoci un mondo brutto in cui ci sono poche speranze di avere successo e alle cui regole sbagliate è necessario sottomettersi.

Dio e la trasgressione
Ma i giovani sono ribelli per natura e così anche Francesco ha saputo trovare la sua strada trasgressiva: girando con una cresta da punk la sera e tenendo lezioni di catechismo per Comunione e Liberazione il pomeriggio, diventando amico di personaggi improbabili come barboni e prostitute. Non mancano le pagine in cui Francesco parla degli errori commessi, dalle droghe agli eccessi vari, ma il cantante di "bella di padella" dice di avere una sola guida nella sua vita: Dio, "il mio navigatore satellitare", come l’ha definito lo stesso Facchinetti. L’incontro con la religione, avvenuto grazie alla conoscenza di Don Giussani e di Fratel Ettore, ha avuto un ruolo importante per dj Francesco, che si sente molto legato al valore della famiglia.

A volte cerchiamo tante strade per "trasgredire" al "sistema" da cui ci sentiamo oppressi quando cominciamo a formare la nostra identità, molto spesso senza considerare che oggi interessarsi alla religione e, ancora di più, essere "praticanti" è una vera e propria trasgressione rispetto ai valori che dominano la società di oggi (l’individualismo estremo, la negazione che esista un’unica verità per tutti, la discriminazione razziale, lo "sballo" come medicina al vuoto che penetra sempre più in fondo nell’anima).

Chissà se Francesco Facchinetti avrà riflettuto su questi temi scrivendo il suo libro, o si sarà limitato a raccontare una storia "generale" per autoassolversi dagli errori fatti?

Francesco Facchinetti presenta il suo libro stasera alle 18.30 presso la Mondadori di Piazza Duomo, 1 a Milano.

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