Dark 2: la trama e la recensione di Un ciclo infinito, l’episodio 2×06

di Alberto Muraro

Torna finalmente su Netflix Dark! La serie cult tedesca, di cui trovate un ampio approfondimento qui, è infatti ritornata in questi giorni con una seconda stagione attesissima dai fan di tutto il mondo.

La serie è uno dei prodotti della nota piattaforma di streaming più particolari ed originali degli ultimi tempi. Contrariamente a quello che vi potreste aspettare dal titolo e dalle atmosfere, non ci troviamo di fronte ad un prodotto horror. Di certo non mancano gli elementi sovrannaturali, mescolati con spunti thriller e fantascientifici che la rendono complessa, ma allo stesso tempo molto intrigante.

Al centro della vicenda c’è la misteriosa cittadina tedesca di Winden, un luogo di provincia apparentemente tranquillo nel quale, ad un certo punto, iniziano ad avvenire delle misteriose sparizioni. Si scoprirà che molti degli eventi che avvengono a Winden sono legati ad una grotta che nasconde tantissimi segreti.

I suoi protagonisti (il giovane Jonas in particolare) dovranno affrontare una forza molto più grande di loro come il tempo, che nel corso della serie si riavvolgerà su se stesso in loop praticamente infiniti (e da molti punti di vista pericolosi!).

La trama di Un ciclo infinito, l’episodio 2×06 di Dark

dark

Sotto invito di Adam, Jonas torna nel presente per salvare il padre Michael dal suicido. Il problema è che il giovane ben presto si renderà conto di essere stato ingannato. In un loop temporale assurdo ed infinito, infatti, Jonas dovrà combattere contro se stesso. L’unico modo di assicurarsi di venire al mondo, e quindi di risolvere il ciclo malato nel quale si è ritrovato a vivere, sarà quello di far sì che il padre si suicidi e gli scriva la sua ultima lettera, proprio com’è successo nel 2018.

 

La recensione

Che Dark sia una serie paradossale lo sappiamo, certo è che in questa puntata in modo particolare, probabilmente, si tira un po’ troppo la corda. Uno dei punti meno chiari di tutti, in particolare, è il paradosso non soltanto della coesistenza dello stesso personaggio nella stessa epoca, grazie ai viaggi temporali, ma anche di motivazioni diverse che ne regolano i comportamenti. Adam, che è lo stesso Jonas, risulta da questo episodio un personaggio senza molto senso e ricco di contraddizioni. La serie continua ad appassionarci, va detto, ma il rischio è che la complessità sfoci, a tratti, nell’incoerenza. E da molti punti di vista questo (rispetto alla trama di questa seconda stagione) è un episodio ricco di problematiche, seppur molto emozionante e suggestivo.

 

Che cosa ne pensate della seconda stagione di Dark?

 

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