Dark 3: trama e recensione dell’episodio Adam e Eva

di Alberto Muraro

Dark di Netflix è una serie che noi di Ginger Generation abbiamo imparato ad avere fin dai primissimi minuti della stagione pilota, disponibile da ormai un paio di anni sulla piattaforma.

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Gli elementi che contraddistinguono Dark sono il suo essere affascinante e inquietante allo stesso tempo, con un elemento di complessità mica da ridere. Dark di Netflix, di recente nominata la miglior serie di tutta la piattaforma, non è infatti un prodotto per tutti.

Per comprenderla a fondo è infatti necessario armarsi di pazienza, di un bloc notes e della nostra mappa con l’albero genealogico dei personaggi. Il punto focale della serie, che per molti versi è corale, è infatti l’intreccio dei personaggi spalmati su diversi momenti temporali. Ma c’è molto di più.

 

Dark è infatti una serie tedesca, ambientata nell’ideale cittadina di Winden, che gioca molto con il paradosso temporale. All’interno di questo piccolo centro abitato c’è infatti una grotta all’interno del quale è presente un wormhole. Attraversando questo “buco nero” i personaggi passano da un’epoca all’altra, cambiando le loro sorti e quelle del mondo intero.

Esiste inoltre un’eterna lotta fra le forze del bene e del male per impossessarsi del controllo del tempo. Questo gioco al massacro, in cui pare nessuno si possa fidare di nessuno, il giovane Jonas si ritroverà suo malgrado a interpretare il ruolo dell’eroe.

 

La recensione di Adam e Eva, la terza puntata della terza stagione di Dark

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Arrivati a questa terza puntata è ormai piuttosto chiaro che sintetizzare in un modo credibile una puntata di questa stagione è impossibile. E questo proprio per come la stagione di sta sviluppando.

Dark 3 si basa infatti non solo su continui salti temporali ma anche su due distinti mondi. Tutto questo complica ancora di più le cose, perché lo stesso personaggio può avere fino a tre o quattro distinte identità.

In questa puntata, in estrema sintesi, vediamo la Martha invecchiata del futuro rivelare a Jonas di essere la sua Eva, con la quale (a quanto pare) potrà cambiare il destino degli avvenimenti. Le azioni di Jonas, tuttavia, rimangono slegate dallo sviluppo di quelle degli altri personaggi.

Per esempio, l’Ulrich del mondo parallelo (e già questo suona abbastanza assurdo, no?) scopre che è stato Helge ad uccidere il fratello Mads, il cui corpo è stato trovato da Franziska, Magnus e Bartosz nel rifugio. Ma c’è anche un’altra storyline, che lega la Martha dell’universo parallelo che ha salvato Jonas dall’apocalisse a Adam (che dalla cicatrice sappiamo essere in realtà Jonas). Dopo che Jonas adulto nel 1888 cerca di far funzionare la sua macchina del tempo, Martha scompare e raggiunge nel futuro Adam, con il quale pare stia collaborando (forse contro la sua volontà?) per una sorta di piano malvagio.

Nell’ultima parte dell’episodio vediamo Jonas raggiungere la Martha giovane e dell’universo parallelo che ancora non sa chi sia Jonas. Il ragazzo spiega alla “fidanzata” cosa sta succedendo e per farle capire meglio la porta con sé nella caverna, attraversando il wormhole. I due si trovano così in un luogo desertico dove Martha incontra la sé stessa del futuro.

Caos totale!

 

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