Camp Rock 2: i Finley raccontano la collaborazione con Disney Channel

di admin

Il 2 settembre andrà in onda su Disney Channel Campr Rock 2: The Final Jam. La produzione Disney ,che ha regalato celebrità a Demi Lovato e ai Jonas BRothers e che ha fatto ballare centinaia di giovani, arriva al suo secondo appuntamento con una collaborazione speciale in Italia. Nella colonna sonora infatti è stata introdotta una canzone in italiano cantata dai Finley. Li abbiamo raggiunti telefonicamente per l’occasione ecco cosa ci hanno raccontato di questa collaborazione e di loro.

L’intervista ai Finley

Pedro, parliamo di questo nuovo progetto che vede i Finley collaborare con la Disney.
"Scrivere un pezzo per la colonna sonora di un film, è stata un’esperienza nuova. E’ vero, in passato la nostra ‘Diventerai una star’ era entrata a fare parte della track list di ‘Notte prima degli esami – Oggi’ (2007), ma per ‘Camp rock 2’ le cose sono andate diversamente. C’è stato infatti proposto di riscrivere in italiano la traccia ‘Per la vita che verrà’ (‘I Wouldn’t Change A Thing’) della cantautrice Demi Lovato e del musicista Joe Jonas, componente dei Jonas Brothers”.

E’stato più facile o più complesso?
“Più complesso, decisamente! Innanzitutto abbiamo voluto ascoltare il brano nella sua versione originale, per capire se fosse nelle nostre corde, e fortunatamente il pezzo, nonostante fosse una traccia pop, ci è sembrato subito accattivante per via delle sue contaminazioni rock! Non è stato semplice però, riscrivere un testo dall’inglese all’italiano, ma ci siamo seduti tutti e tre a tavolino e ci siamo dati da fare”.

Cosa ne pensate di ‘Camp rock’?
“Avevamo partecipato all’edizione estiva dello scorso anno di ‘My Camp rock’ e ne portavamo nel cuore un bellissimo ricordo. Inoltre, la ragazza che aveva vinto, era davvero ricca di talento con una maturità vocale impressionante. Ed era giovanissima!”.

E di Lovato e di  Joe Jonas?
“Siamo distanti dal loro mondo musicale, ma sono davvero forti, cercano sempre di colorare con sfumature particolari la propria voce per renderla unica. Noi però abbiamo dovuto ri-arrangiare ‘Per la vita che verrà’ perché il range era principalmente per una ragazza”!

Ripubblicherete il CD ‘Fuori’, uscito la scorsa primavera inserendo questo singolo?
“No, per ora non ne abbiamo parlato, ma mai dire mai”.

Cosa ci racconti del video di ‘ Per la vita che verrà’?
“La regia è di Stefano Bertelli, ma molte immagini sono state tratte dal film”.

Ti piace girare i clip?
“No, è una cosa che detesto!!! La trovo noiosissima, anche se molti credono sia divertente. Non sono uno da trucco, parrucco e mi è capitato anche di ritrovarmi protagonista di location abbastanza estreme: in estate vestiti pesanti, in inverno all’aperto e al gelo. In passato, sul set, mi sono persino rotto un ginocchio!. No, non avrei proprio potuto fare l’attore, nella vita”.

Il percorso dei Finley è stata un’escalation continua: ricordi delle forti emozioni, che hanno segnato questi sette anni di carriera?
“La cosa più emozionante è stata (ri) trovare nella vita quotidiana tanta passione, tra noi tre della band, nelle piccole cose che facciamo ogni giorno, e il fatto di mettersi sempre alla prova con realtà nuove. Ogni volta che ci ritroviamo ad essere protagonisti di un evento, siamo seguiti da una marea di gente, e questo è decisamente appagante, è la benzina migliore. Questo entusiasmo ci permette di riversare sul palco una grande energia”.

Quali sono gli artisti degli anni ’70, che vi hanno segnato e insegnato di più?
“Siamo cresciuti idolatrando la musica californiana, quella dei college americani, della West Coast, per passare poi a quella più intensa e scorbutica della east. Ora stiamo cominciando a riscoprire Led Zeppelin, Guns n’ Roses e Aerosmith.

Quando partite per una trasferta ascoltate musica a manetta sul furgone, alla vecchia maniera o siete già i… fighetti dello sleeping-bus?
“Ah,ah, no in realtà lo vorremmo, lo sleeping-bus, ma non per fare i fighetti! E’ che i Finley, girano ancora con il furgone e a volte, macinare così tanti chilometri, è dura! Sì, ascoltiamo musica e leggiamo molto. Personalmente amo la narrativa e i thriller, con gli altri ci consigliamo a vicenda, ma non abbiamo, gusti in comune, in questo campo’.

Pedro, molto successo porta a inevitabili critiche, ma quelle che vi hanno rivolto sono state sempre costruttive?
“Bisogna essere bravi fin dall’inizio, a distinguere le costruttive dalle gratuite. Molti parlano perché hanno il dono della parola, altri dall’alto della propria esperienza esprimono saggiamente il proprio parere. Noi, avendo iniziato a 19 anni, molte cose non le potevamo conoscere e ci siamo ‘buttati’ spesso con leggerezza, entusiasmo e spensieratezza”.

Quando vi siete accorti che qualcosa era cambiato, e che c’era stato …il botto?!
“E’ stata una cosa improvvisa! E’ accaduto nell’estate autunno del 2006, un continuo incastrarsi di appuntamenti, mentre vedevamo, all’interno dei live, crescere l’entusiasmo e il numero delle persone”:

C’ è stato un artista che avete conosciuto ma che mai avreste pensato di incontrare?
“Beh, ieri abbiamo conosciuto Bennato, ed è stato davvero troppo simpatico. Stranieri? Beh tanti! Quelli della vecchia scuola, come gli AC/DC oppure i più giovani, Coldplay, Green Day e Foo Fighters’.

Siete fidanzati?
"Sì, tutti e tre".
"Mi complimento con le vostre (pazienti) ragazze. Non deve essere semplice avere una relazione con una rockstar, sempre in viaggio e sempre attorniata da bellezze!
" Però un’agenda, fitta di impegni, migliora la qualità del tempo che si trascorre insieme".

In questo periodo siete in tournée?
"Sì, abbiamo un settembre ricco e il 18 settembre saremo anche a Napoli, alla finale di ‘Summer Song 2010’ di MTV".

Ora siete in 3 *1: il vostro ex bassista, Stefano…che sta facendo???
“Sta benissimo, si occupa però di altro. I Finley rimarranno comunque in tre, anche se ora abbiamo Daniele che con noi suona il basso".

Chiudiamo parlando del vostro sito www.finley.it e del vostro facebook: li gestite voi personalmente?
"Si, curiamo più volte al giorno le pagine e, anche per questo, i contatti sono aumentati molto. Monitoriamo molto questo aspetto, su facebook abbiamo una pagina Finley e delle pagine ufficiali nostre, personali. Ma occhio ai ‘fake’: li sgamiamo subito però, che nervoso…".

 

 

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