Brunetta insulta i precari e lascia il convegno

di admin

Cari lettori oggi nell’agenda sotto la voce “quello che non vorresti sentire appena accendi il telegiornale” ci mettiamo le parole del ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta. Riferendosi ai precari li ha infatti denominati “l’Italia peggiore”.

Fuga dal dibattito

Il ministro era a Roma per presenziare al Convegno Nazionale dell’Innovazione, durante il dibattito alcuni lavoratori identificatisi come precari hanno preso la parola, salendo sul palco, per porre delle domande in merito alla loro condizione. Ricordiamo che il precariato come tutti ben sanno è divenuto ormai una “categoria” dal momento che ne fanno parte moltissimi italiani. Non si può certamente far finta che il problema non esista o che ne facciano parte solo pochi sfaticati bamboccioni che non hanno voglia di lavorare. In ogni caso il dialogo serve ad appianare le divergenze di opinione, a spiegare ciascuno il proprio punto di vista. In un mondo civile ci si aspetta che con le parole si possano risolvere i problemi ma perché questo avvenga ci vogliono due parti disposte a ragionare insieme. Purtroppo questo non è avvenuto. Il ministro ha perso un’ottima occasione per dimostrare che le istituzioni sono dalla parte dei cittadini, infatti subito dopo l’intervento ha lasciato il convegno e se ne andato. Sul suo sito oggi si legge che è stato “insultato dall’Italia peggiore”

Chi votato sì al referendum non ha capito cosa ha letto

Evidentemente non ha molta stima dei connazionali, già ieri sera su La7, intervistato dalla giornalista Lilly Gruber ad 8 e mezzo in merito alla schiacciante vittoria dei” sì” ottenuta al referendum, ha sentenziato che i quesiti non erano stati ben compresi dagli italiani e che il voto era stato dato da persone che non capivano niente. Ignoranti in sostanza. Prendiamo atto che l’elettorato analfabeta ha votato senza capire ciò che leggeva e le vittime dei contratti di lavoro che non garantiscono la sussistenza del lavoratore (che lavora le stesse ore degli altri) sono gentaglia. A pensarci bene però tra i bunga bunga, gli appalti truccati, il Rubygate, le riforme che tagliano le risorse alla cultura, i ministri che non votano, gli sprechi, le auto blue pagate dai contribuenti….c’è quasi da essere contenti ad essere peggiori. Ma la vecchia regola “se non si ha niente di intelligente da dire è meglio parlare del tempo”?

Dateci la vostra opinione amici!

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