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BORSELLINOeFALCONE – Recensione e commento allo speciale di RAI1

scritto da Claudia Lisa Moeller

BORSELLINOeFALCONE è stato lo speciale di RAI 1 andato in onda ieri sera con la conduzione di Fabio Fazio. Qui per rivedere lo speciale.

Oltre 180 minuti per commemorare il venticinquennale degli omicidi dei magistrati Giovanni Falcone, ucciso facendo esplodere l’autostrada sulla quale stava viaggiando il 23 maggio 1992, e il suo amico e collega il magistrato Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio 1992 in un attentato, e le rispettive scorte. Sono forse i due attentati di mafia più clamorosi e plateali della storia di questa organizzazione criminale e hanno scioccato l’Italia. Profondamente. Di mafia non si poteva più tacere dopo questi attentati.

A venticinque anni da queste stragi, BORSELLINOeFALCONE doveva essere il programma tv per ricordare questa mattanza.

La nostra recensione e pagella partirà da una frase di Paolo Borsellino:

La lotta alle mafie deve coinvolgere le giovani generazioni, le più adatte a sentire il fresco profumo della libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità, quindi della complicità.

E proprio questa continuità, questo passaggio di testimone alle nuove generazioni, questo monito perché le morti di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone non siano inutili non c’è stato. La puntata è stata una lunga sequela di monologhi moraleggianti per dire che la colpa della mafia è di Palermo e dei suoi cittadini.

I commenti di PIF e Roberto Saviano, i due fissi (ormai) opinionisti – specialisti televisivi per la Mafia, erano spesso datati. La mafia, purtroppo, c’è ancora e ormai non è più solo in Sicilia. Lo dimostrano le cronache nel Nord Italia o addirittura in Germania: strage di Duisburg dice niente a costoro? 

Le uniche che hanno parlato di come sia importante spiegare che la Mafia non è qualcosa del passato, non è un cimelio di storia, sono due donne. Una è Tina Montinaro (vedova di un uomo della scorta di Falcone) che gira per l’Italia con quello che rimane di una delle macchine; l’altra è la vedova Rosaria Schifani.

Per chi di voi non la ricordasse la seconda vedova, ascolti la sua disperata orazione durante il funerale del marito che venne ucciso perché membro della scorta di Falcone:

Arriviamo ad un altro punto dolente dello show. Gli ospiti VIP erano quasi tutti siciliani o legati con il mondo della Sicilia o del Sud. Beppe Fiorello, PIF stesso, Isabella Ragonese, Michele Placido, Carmen Consoli, Luca Zingaretti volto del siciliano commissario Montalbano.

Chi non lo era, per esempio Fiorella Mannoia, cantava la canzone Povera Patria del siciliano Franco Battiato. Le uniche altre due eccezioni erano Vittoria Puccini e Ottavia Piccolo. Una vera cecità intendere i sacrifici di Borsellino e Falcone solo come un affare siciliano, anzi di Palermo. Un problema dei siciliani e che solo i siciliani devono ricordare ed onorare. Non poteva nemmeno mancare sullo sfondo un arancio tipico della Sicilia, giusto per far capire come la cosa fosse siciliana.

La Mafia è un problema italiano e non solo. Come veniva detto durante la serata: “Il valore della memoria serve per proiettarci nel futuro.”

Questo futuro non si è visto durante la serata.  Questa è stata la più grande pecca dello speciale che aveva, invece, voluto puntare tutto su un tour biografico della memoria. I luoghi dell’infanzia, del lavoro, della morte dei due magistrati.

Saviano ha tenuto due monologhi e ci sono stati diversi momenti recitati da attori per raccontare quanto successo prima, durante e dopo le uccisioni dei due magistrati.

Inoltre è stato un immenso peccato che tra le vittime ricordate, si è sempre solo fatto riferimento a chi o faceva parte delle forse dell’ordine o chi apparteneva alle famiglie mafiose, ma non era mafioso. Di civili morti perché hanno detto no alla mafia o sono solo stati uccisi per il sospetto di essere pericolosi (come la povera Graziella Campagna) non si è nemmeno parlato. Non solo, per fortuna, preti e forze dell’ordine si sono ribellati alla mafia.

Lato positivo di questa cerimonia che è stata la trasmissione BORSELLINOeFALCONE è ricordare alle nuove generazioni chi sono stati questi due servitori dello Stato. Si è voluto raccontare due uomini, prima che due martiri, curiosando tra le loro cose nei loro uffici, a casa loro e parlando anche della loro passione per lo sport.

E tu cosa ne pensi della trasmissione BORSELLINOeFALCONE?