Backstreet Boys: la recensione di DNA, il loro nuovo album!

di Alberto Muraro

Immaginate di unire lo stile e la classe musicale di Justin Bieber, gli One Republic, Charlie Puth e i The Chainsmokers con l’energia, irriducibile, di 5 ragazzi un po’ cresciuti ma ancora vispi come i Backstreet Boys. Fatto? Perfetto, avete ottenuto DNA, il nuovo disco di una delle boy band più celebri al mondo, ancora sulla cresta dell’onda dopo più di 20 anni di carriera.

DNA, il nono studio album dei Backstreet Boys pubblicato lo scorso 25 gennaio, è un concentrato di energia pop che piacerà tanto alla vecchia guarda di fan, tanto ai nuovi followers del gruppo. Nick Carter, Howie Dorough, Brian Littrell, AJ McLean e Kevin Richardson non hanno perso nulla del loro smalto, anche se si sono completamente rinnovati rispetto al passato.

Il candy pop tipico degli anni ’90 (indimenticabili, in questo senso, pezzi come I Want it that way) ha lasciato spazio a sonorità molto più moderne, ma soprattutto varie. In DNA c’è in effettil il codice genetico di quello che oggi dovrebbe essere il pop.

Il disco di apre con l’elettronica trascinante di Don’t go breaking my heart e esplora tutte le possibili sfumature del genere. Al progetto hanno infatti partecipato anche i già citati Ryan Tedder e Shawn Mendes (il loro tocco in Chances è palese!) e artisti e compositori del calibro di Lauv, Andy Grammer, Stuart Crichton e Mike Sabbath. Il risultato finale è un disco ricco di spunti: c’è il più classico pop melodico (No Place), il soul spruzzato di gospel (Breathe), il funky (Passionate), e molto altro ancora.

Il punto di forza di DNA è inoltre la sua capacità di farsi apprezzare e canticchiare fin dal primo ascolto, dimostrazione evidente del grande lavoro di composizione delle canzoni che c’è stato alle sue spalle. Non vediamo davvero l’ora di poterlo ascoltare dal vivo: vi ricordiamo infatti che i Backstreet Boys torneranno in Italia il prossimo 15 maggio con un imperdibile concerto al Forum di Assago!

 

Che cosa ne pensate di DNA dei Backstreet Boys? L’avete già ascotlato

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