Ammissione all'università: il voto di maturità non conta

di admin

La scintilla è scoppiata la scorsa estate, quando i test di ammissione irregolari per entrare nei corsi di laurea a numero chiuso hanno diffuso un generale scontento degli studenti e alimentato il desiderio di giustizia e merito per chi si impegna seriamente nello studio.

Nuovi punteggi per i test di ammissione
I lavori per un disegno di legge che modificasse i regolamenti per i test di ammissione portò all’introduzione di una riforma, attuata con il decreto legislativo 21di gennaio, ma finora non ancora applicata: la novità consiste nel conteggiare il voto di maturità e la media dei voti presi negli ultimi tre anni di superiori, che darebbero – se positivi – un punteggio superiore da sommarsi al risultato del test di ingresso.

Con il finire delle scuole superiori e l’avvicinarsi del periodo di studio per i test di ammissione la questione torna di attualità e ci si chiede cosa farà il neoministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca. Mariastella Gelmini non ha fatto attendere una risposta concreta, facendo sapere che l’attuazione della riforma è, per ora, rimandata.

La rifoma rimandata
Il motivo, apparentemente banale, del rinvio, è dato dall’impossibilità di equiparare il nuovo "100 e lode" ai vecchi voti di maturità, ma soprattutto dalla mancata disponibilità di una banca dati adatta (per ora non si sa esattamente a cosa si riferisca il ministro).

Quali corsi di laurea sono interessati
I corsi di laurea a numero chiuso sono, tradizionalmente, medicina, chirurgia, medicina veterinaria, odontoiatria, architettura, scienze della formazione primaria e tutte le discipline sanitarie.
Il numero chiuso può, inoltre, essere chiesto per corsi che prevedono l’utilizzo di un laboratorio o tirocinio obbligatorio.

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