Witness World Wide: Recensione del web reality show di Katy Perry

di Claudia Lisa Moeller

Come lanciare un nuovo progetto discografico? Come lanciare una nuova immagine, un nuovo aspetto inedito di un personaggio noto al grandissimo pubblico? Come sorprendere il mondo in un tempo in cui regna la velocità dello streaming? Semplice. Creiamo un reality show di 48 ore su un personaggio famoso e continui rimandi al nuovo album che bisogna promuovere. Anzi aggiungiamoci possibilmente anche guest star e format diversi dal mondo della televisione e non solo. Così nasce Witness World Wide.

Questa è stata la trovata del team che lavora con Katy Perry. Su Youtube potevate per tutto il fine settimana, con una puntata extra andata in onda lunedì, un reality show in streaming live. Witness è il riferimento, nemmeno troppo oscuro, al nuovo album pubblicato dall’artista. L’occhio stilizzato richiama sia la copertina del nuovo album, sia il più noto reality show The big brother che ha sempre come logo un occhio.

Cosa ci stupisce di questo nuovo tentativo è il sincretismo e miscuglio di più generi. La struttura di base prevedeva quella del reality show. Come ne il Grande Fratello, Katy Perry era seguita tutto il giorno e la notte in ogni stanza da delle telecamere. Non era mai sola. Potevamo vederla da sola o in compagnia. La possiamo ammirare, quando con un paio di amiche, si dedica un po’ svogliatamente alla palestra e al suo esercizio quotidiano (?).

Gli utenti potevano anche commentare live quanto stava facendo la cantante. Qualche volta lei stessa rispondeva ai velocissimi commenti dei suoi spettatori. Una nuova commistione viene riproposta: questa volta tra diversi social.

Tra giochi della verità con amici VIP come James Corden (Carpool Karaoke), lezioni di cucina con chef (Gordon Ramsey), sedute di make-up con truccatrici professioniste/youtuber (Kandee Johnson), cene con amiche (Dita von Teese solo per nominarne una) che discettano di cosa sia il femminismo. Ogni serata prevedeva anche un concerto acustico privato di Katy Perry alle sue amiche. Cantando vecchie e nuove canzoni. Perché non deve sfuggire che stiamo anche promuovendo un disco.

Insomma giornate e serate normalissime. Così Katy ci ha mostrato la sua quotidianità, spontanea e soprattutto autentica.

Ogni giornata di Katy Perry è scandita da mille attività e anche la sua nuova chioma paglierina cambia di poco. Un giorno ha le mèches verdi, un giorno rosa e l’altro blu. Fino a qui non ci stupirebbe molto lo show di Katy Perry. Una macedonia di visi, volti, generi tv e del web uniti dalla cantante, perno del reality e che deve mostrare la sua versatilità. Deve parlare di amori, gossip, palestra, musica, dolori.

Qui arriva uno dei momenti più deboli e anche criticati, giustamente, del Witness World Wide. Katy Perry racconta come a lei la terapia l’ha molto aiutata. Non specifica che tipo e di che cosa. L’introduzione del momento viene dapprima presentato come una “vera seduta”, poi come una simulazione.

Katy Perry viene messa a confronto con la sua meno famosa e meno allegra alter ego: Katheryn Elizabeth Hudson. L’allegrezza tipica delle canzoni e dei video di Katy Perry viene meno. Katheryn Hudson è una ragazza cresciuta in una famiglia religiosa, con una difficile attuale relazione con la famiglia. Non ha successo, non è famosa, non ha soldi. Un conflitto dentro alla cantante vivo tutti i giorni.

Da grande amante della TV ho sperato che quanto filmato sia una messa in scena. Un momento drammatico studiato per raccontare cosa c’è dietro all’allegra Katy Perry. Temo, purtroppo, che qualcuno ha pensato che fosse il caso di trasmettere e mandare in onda qualcosa che non dovrebbe mai uscire dalle mure di una seduta di terapia.

Katy Perry vorrà promuovere il suo disco, Katheryn Hudson andrebbe tutelata dal cinismo di una tv che tutta usa. Non manca Katy Perry (minuto 16) promuovere una canzone mentre la sua parte più intima ha appena finito di piangere per i commenti cattivi che riceve sui social.

Tra l’altro lo psicologo che pratica psicoanalisi è tenuto al segreto professionale. Non so come si concili il segreto con un web reality mandato in onda in streaming mondiale.

Questa voglia di autenticità e di realismo porta anche a confondere e distruggere ciò che dovrebbe rimanere ben chiaro e distinto. Finzione e realtà in questo caso si confondono e qualcuno ha forse venduto la sua parte più debole alle telecamere. Tra l’altro la spettacolarizzazione di un processo lungo e difficile come la psicoterapia mi chiedo come possa portare ad aumentare le vendite di un cd.

E tu cosa ne pensi del web reality show Witness World Wide?

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