Tutto esaurito per Jovanotti, ospite ad Harvard

di admin

Il famoso cantautore italiano, Lorenzo Cherubini, si veste da professore universitario e tiene lezione in uno dei massimi e prestigiosi atenei degli Stati Uniti d’America : la Harvard University.

Musica, diritti umani ed emozioni ad Harvard

Un’accoglienza da super star e uno scroscio di applausi ha accolto il giovane cantante all’ Istituto statunitense; invitato per parlare di diritti umani. La lezione ,che si è tenuta il 28 aprile, è stata organizzata dalla Italian Society di Harvard, in collaborazione col Consolato generale italiano di Boston per affrontare il delicato e importante tema di "Music and Human Rights, Success and Limits". Molti degli studenti erano italiani. Andrea Rossi, docente di Economics ad Harvard, ha spiegato che i ragazzi del mondo, gli riconoscono l’autenticità nell’impegno nel diffondere il suo messaggio di pace.

Da sempre, Jovanotti, è celebre per il suo impegno sociale e politico. Canzoni che vogliono trasmettere emozioni. Si è sempre dichiarato un pacifista e ha collaborato con organizzazioni come Emergency, Amnesty International, Lega Antivivisezione e tante altre.
Fra un concerto e l’altro intorno l’America, il cantante, a Boston, ha parlato di limiti e successi del messaggio di pace che egli si sforza di portare nel mondo attraverso le sue canzoni. L’artista si è vestito da professore per un giorno, spinto sempre dallo stesso e instancabile desiderio di costruire un mondo migliore; ed è con queste premesse che si è presenta alla cattedra di Harvard: parlando di sole emozioni e della conoscenza che si acquisisce attraverso di esse come qualcosa di diretto e incancellabile. E lo ha fatto col suo solito modo semplice, diretto e spontaneo di comunicare, che sa colpire e arrivare fino in fondo.

Quale relazione esiste tra la musica e i diritti umani?

Lorenzo risponde: "Nessuno può farsi un’idea di cosa siano i diritti umani se  prima non vive e non riconosce l’esperienza di essere prima di tutto un umano in un mondo di umani; e in questo senso, la musica è un mezzo adatto, preciso e anche efficace". Un cantante dotato di uno spirito che va oltre gli orizzonti, in grado di valicare quei confini che creano differenze tra gli uomini. Un Jovanotti che ha parlato della sua storia e di un mondo che ha visto trasformarsi in un luogo interconnesso dove siamo tutti in grado di annullare le distanze. E’ proprio questa forma di annullare le distanze in cui il cantante crede fortemente.

Tra tutte le forme d’arte proprio la musica

"Cosa c’entra la musica con la giustiza, con i diritti umani, con la povertà estrema e con le libertà individuali? La musica c’entra perchè la musica, come dire…lo sa -spiega Jovanotti- Un musicista all’interno della sua musica fa esperienza di un tipo di utopia realizzata. La musica, intesa come luogo dello spirito, è uno spazio in cui si realizza un tipo di giustizia che fuori dalla musica non esiste. E allora succede che un musicista, un’ artista, senta il bisogno naturale di colmare quella distanza che divide la musica come luogo di equilibrio dalla realtà come spazio di evidenti ingiustizie.

E Jovanotti si esprime così : "Poi io alla fine sono un musicista, vengo qui per raccontare la mia storia di cantante e di musicista, niente di più e niente di meno, non è che mi atteggio ad altro da quello che sono; io sono uno che fa divertire la gente, sono uno che fa emozionare la gente e che cerca di creare occasioni di festa".

Al ragazzo fortunato hanno proprio regalato un sogno: nessun cantante italiano era mai stato invitato al prestigioso istituto di Harvard. Un evento unico e prezioso!

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