Step Up 2 presto nelle sale

di admin

Un film di Jon Chu. Con Briana Evigan, Robert Hoffmann, Will Kemp, Cassie Ventura, Adam Sevani – Genere Commedia, colore 98 minuti – Produzione USA 2008 – Distribuzione Moviemax – Uscita nelle sale: 18 Aprile.

Baltimora. Andie (Briana Evigan) è una ragazza con una storia difficile. Vive con un’amica della madre da quando lei è morta, i loro rapporti sono tesi, non ci sono profondi legami affettivi nè responsabilità scritte nel sangue. Fanno fatica a parlarsi, fino a che la ragazza non verrà posta ad un bivio davanti a cui dovrà scegliere se impegnarsi o arrendersi.
Complicata, arrabbiata, grintosa, Andie si rifugia nella sua crew – un termine che nell’universo hip hop sta ad indicare la famiglia vera, quella della strada – fino a quando non diverrà un’outsider anche per loro.

Questa è in fondo la storia di Step Up 2, un racconto di limiti che cambiano forma ogni volta che vengono scavalcati: il quartiere marcio e la scuola d’arte, gli amici e gli "sfigati", il povero e il ricco. Andie porta la ruvidità del mondo disagiato in quello lindo e pinto dei "ribelli senza causa", fino a farli uscire dalle loro mura per affrontare la realtà di una delle più importanti competizioni di break: The Streets.

«Questo film è un gran bel viaggio che parla di diverse tematiche – ha dichiarato il regista esordiente Jon M. Chu – come ad esempio del sentire di far parte del mondo in cui viviamo e di celebrare ciò che ci rende diversi e speciali. Tutti noi qualche volta ci sentiamo soli o fuori posto. Non credo che queste emozioni ci abbandonino mai nella vita, non importa quale età abbiamo o da dove veniamo, qualche volta abbiamo bisogno di qualcuno che ci ricordi che c’è tanta vita di fronte a noi e che il mondo è come ce lo creiamo noi stessi».

Sullo sfondo il vero contrasto, tra chi va a scuola per fare strada e chi ha trovato nella strada la propria scuola: Chase (Robert Hoffman) e Tuck (Black Thomas) sono i capibranco di una lotta millenaria – nonchè gli attori più convincenti set. «Chase è il ragazzo più popolare della scuola, ma non ha mai avuto vicino  qualcuno che gli consigliasse di essere se stesso come ballerino e che gli dicesse di ballare a modo suo, e ciò rispecchia molto la mia vita» ha aggiunto Hoffman. «Come ballerino sono cresciuto col desiderio di apprendere dalle persone che mi hanno ispirato per poi a mia volta ispirare gli altri, l’esperienza di far parte di questo film è stata come un sogno che si realizza».

Bellissime coreografie e ottimi ballerini colorano la storia di una fisicità intensa, un’espressività diversa che dà rotondità ai toni e alle immagini di una sceneggiatura a tratti frammentata e nel complesso scivolosa: colpi di scena prevedibili, temi di grande spessore appena sfiorati, una fine – come sbagliarsi? – di nozze coi fichi secchi. In fondo si tratta di una favola senza troppe pretese, se non altro con il merito di riuscire a intrattenere – grazie alla spettacolarità dei balli – anche il più prevenuto degli spettatori.

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