Madre Teresa. Lo splendore della carità

di admin

Un libro che è una biografia, ma soprattutto una lezione di vita: Madre Teresa. Lo splendore della carità  (Ed. Paoline). Non uno fra i tanti pubblicati nel corso di questi anni su Madre Teresa bensì l’unico ad aver ottenuto l’ok da parte della Congregazione, che ne ha verificato la veridicità.

Ne abbiamo parlato con l’autrice, Maria Di Lorenzo, che ha risposto ad alcune domande solo per noi di Ginger Generation.

Per una ragazza moderna, quale tipo di coinvolgimento può suscitare la figura di Madre Teresa?

Le rispondo con una cifra: 4500. E’ il numero delle Missionarie della Carità presenti oggi nel mondo, di cui una grande maggioranza è costituita da ragazze giovani, alcune giovanissime, sotto i vent’anni, che attualmente stanno facendo il noviziato.Chi sono? Sono studentesse di buona famiglia, lavoratrici già felicemente inserite nel mondo del lavoro, molte sono fresche laureate con il massimo dei voti e con la prospettiva di fare un’ottima carriera nel mondo, che però hanno rinunciato a tutto per avere il Tutto, che è Gesù. Seguono Gesù povero e sofferente nelle dolorose sembianze dei più poveri dei poveri secondo il carisma di Madre Teresa di Calcutta. Lo facevano quando la Madre era in vita, e lo fanno anche oggi che la Madre non c’è più, segno che Madre Teresa ha una capacità di coinvolgimento e una presa molto forte sui giovani che va ben al di là della sua presenza fisica. Da quando lei è tornata al Cielo, sei anni fa, le Missionarie della Carità hanno registrato l’ingresso nella loro congregazione di ben mille nuove aspiranti suore. Non è straordinario?

Si tratta di una figura certamente molto carismatica, ma quali sono secondo lei i motivi per cui fa così presa sui giovani?

Il Vangelo sine glossa. Il Vangelo nudo e puro, senza sconti, senza se e senza ma. Questa radicalità così forte viene percepita immediatamente dai giovani, che per natura non si accontentano mai della mediocrità. Quando si è giovani infatti non esistono i toni grigi, in tutte le cose c’è solo il bianco oppure il nero. Madre Teresa, come tanti secoli fa San Francesco, ha proposto un modello di vita evangelica così essenziale e quindi così affascinante che in tanti, giovani e anche meno giovani, le sono andati dietro a frotte, e con gioia. Lei del resto lo diceva sempre: "Quando mi dicono che le giovani generazioni non sono più disposte a seguire il Vangelo abbracciando una vita di castità, di povertà e obbedienza, io non sono d’accordo. Chiedete ai giovani di fare qualcosa di bello per Gesù ed essi, ve lo assicuro, si faranno avanti". I giovani sono infatti affamati di Dio, sono naturalmente portati verso l’assoluto.

Si può parlare di Madre Teresa come di una guida al di là delle fedi religiose di ciascuno?

Non c’è dubbio che Madre Teresa è stata una grande maestra di ecumenismo, di tolleranza o, meglio ancora, di accoglienza delle reciproche fedi religiose. Non ha mai cercato di convertire qualcuno, non ha mai imposto la sua fede cattolica, a tutti ha parlato di un unico Dio, che ciascuno poteva riconoscere dentro di sè nelle forme della religione sua propria. Quando parlava di pace, di fratellanza, di amore per il prossimo e di bisogno di cercare Dio nella preghiera parlava un linguaggio universale in cui ogni persona, cattolica o indù o musulmana o buddista o anche atea, poteva riconoscersi. Ci sono degli episodi al riguardo molto interessanti da conoscere che possono essere letti nel mio libro Madre Teresa. Lo splendore della carità da me realizzato per le Paoline. Essi ci danno tutto lo spessore di Madre Teresa e la sua stupefacente modernità

In che modo una ragazza desiderosa di fare proprio il motto di Madre Teresa (amare i poveri) può effettivamente rendersi utile?(volontariato?donazioni?)

Il volontariato è una cosa molto bella, come anche le donazioni, per chi è nella possibilità di farle. Ma, come diceva sempre Madre Teresa, la carità non significa semplicemente aprire il proprio portafoglio e poi tenere chiusa a doppia mandata la porta del proprio cuore. A tanti che andavano a Calcutta, attratti dalla sua opera tra i poveri dell’India, Madre Teresa non mancava mai di domandare: "Ma tu li conosci i poveri della tua casa, del tuo condominio, del tuo quartiere?". Alle volte succede che ci inteneriamo per la fame nel mondo, magari attraverso un reportage che vediamo in tv, ma poi ignoriamo i più poveri che vivono proprio accanto a noi, e sono poveri di cibo ma spesso anche poveri di carezze, di attenzioni. La carità allora comincia oggi, e comincia proprio a casa nostra, nel nostro condominio, nel nostro quartiere, nelle nostre città e poi, a cerchi concentrici, si allarga a tutto il mondo.

 

 


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