Luciano Ligabue: Niente Paura delude

di admin

Luciano Ligabue, il rocker italiano che in questi mesi ha riempito gli stadi italiani presentando il suo nuovo album Arrivederci Mostro, torna sul grande schermo a settembre con il film-documentario "Niente Paura". Niente a che vedere con l’appassionanti storie di Radiofreccia e di Da Zero a Dieci. Il progetto ha l’obiettivo di ripercorrere gli ultimi trent’anni di storia italiana affiancando ai vari eventi i successi musicali del Liga che in buona parte della pelliccola è la voce narrante. Il risultato? Purtroppo il rocker di Correggio cade nella tentazione dei luoghi comuni.

La Costituzione al centro, e tutto il resto?

Al centro del lavoro cinematografico di Luciano Ligabue c’è lo Costituzione, letta e commentata da personaggi più o meno illustri come Giovanni Soldini, Margherita Hack, Fabio Volo, Paolo Rossi, Xavier Zanetti e così via. Attraverso l’analisi dei diversi articoli emerge il paradosso italiano, il progressivo allontamento dai valori che furono alla base della fondazione della Repubblica e l’assoluta indifferenza del popolo (chiamato saggiamente da Paolo Rossi, il pubblico) davanti alle ingiustizie più grosse. In sala scorrono immagini toccanti che vanno dalla strage di Bologna a quella di Capaci, dalla vittoria dei mondiali nel 2006 alle violenze nella scuola Diaz durante il G8 di Genova. Questi video da repertorio vengono alternati ad esibizioni live del cantante e da testimonianze e opinioni. Il vero problema di questo documentario è la mancanza di un vero e proprio filo conduttore, non c’è un messaggio chiaro e deciso, si sfiorano decine di argomenti ma nessuno viene realmente approfondito. Così il rocker di Correggio si perde un po’ in una serie di luoghi comuni che al pubblico piaceranno ma che al popolo, sicuramente no!

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