Le sette vite del Gattomatto, intervista a Roberto Angelini

di admin

I gatti hanno una notoria resistenza e capacità di sopravvivere nelle condizioni più difficili. Per questo si dice che abbiano sette vite. E come un gatto, Roberto Angelini torna a far parlare di se dopo i successi del 2003, con un disco fortemente autobiografico.

Il suo obiettivo di oggi? Non cercare affannosamente la popolarità, ma raggiungere con più maturità, la soddisfazione impagabile di creare qualcosa che sia oggettivamente bello e apprezzato.La sua creatività si riaccende, e viene fuori il bravo artista a tutto tondo, capace di essere critico con se stesso e perfezionista, pur di emozionare sul palco.
Sarà la nascita di Gabriele, il figlio nato dall’unione con l’attrice Claudia Pandolfi o cosa a farlo cambiare così? Ecco la nostra intervista.

Cos’é "la vista concessa" che da il nome all’album?
Ho usato questo titolo perché mi piaceva molto l’idea, lo sguardo che ti viene svelato da esperienze forti della vita, che ti concedono di guardare alle cose che hai accanto nuovamente, con giusta importanza a qualcosa che avevo trascurato.
Spesso di corre verso un punto, e in questa corsa si vedono sfumate tante cose che invece se guardate, sono splendide.

La mia nuova vista sul quello che mi circonda l’ho trasformata in musica nelle 12 canzoni dell’album, per questo, molto intimista. Questo terzo disco è il degno successore del "Sig. Domani" il mio disco d’esordio, un’antologia di canzoni raffinate , che affermano l’importanza della passione in ogni nostra azione.

Insomma la "vita" da Gattomatto la rifaresti o no?
Io credo mi abbia fatto bene, è servito a farmi capire che cosa non mi piace e conoscermi meglio, quindi si, la rifarei. Vorrei avere nella mia carriera dei dischi che amo tutti alla stessa maniera, purtroppo quello più passa il tempo e più rimane connotato ad un periodo, quando lavori per fare qualcosa che deve "funzionare" nel mercato e vendere, i suoni passano velocemente, il mio primo disco ho l’impressione che suoni ancora attuale, mentre Gattomatto è come se fosse datato e passato e questo mi dispiace.

Ora ho uno studio di registrazione tutto mio, libero da qualsiasi pressione, lavoro sereno nei miei spazi con ispirazione.

E’ un periodo dove molti artisti suonano da soli sul palco, come mai?
"L’artista contemporaneo, è colui che contemporaneamente fa tante cose", scherza, in realtà; non sono solo in questo viaggio, ma spesso sono accompagnato da dei musicisti indipendenti, che per sopravvivere di musica fanno tanti progetti. In questo periodo è vero molti artisti sono soli sul palco, vanno di moda i monologhi, per questo a modo mio ho creato uno spettacolo da solo, in una sorta di "one man band" le mie performance sono da solo con tanti strumenti, utilizzando degli effetti detti loop che registrano e ripetono di continuo ciò che suono.

Suono addirittura il theremin, uno strumento complesso ma che mi aiuta a creare la giusta atmosfera.

Il tuo rapporto con la ricerca di musica indipendente?
Faccio parte del collettivo Angelo Mai a cui tengo molto, siamo in 15. Inizialmente collaborare con loro mi ha quasi "depurato" ho ritrovato il piacere nel suonare, rifacendo dei pezzi di Nick Drake che io amo molto. Suonare dal vivo ti fa imparare quello che in un mese potresti imparare in molto più tempo. Esperienza importante per me perché sono riuscito a fare qualcosa di vera musica, abbandonando ogni strategia di marketing.
L’esperienza del Collettivo dura ancora adesso, con il cantautore Pino Marino, e il pianista dei Tiromancino Andrea Pesce.

Quanto ti ha influenzato diventare padre insieme alla tua compagna Claudia Pandolfi?
Beh comincio ad avere i capelli bianchi, e non so ancora se tingerli o no. La nascita di mio figlio è stata una gioia immensa, il disco era già quasi pronto da due anni però, se fosse stato influenzato dalla nascita di mio figlio avrebbe qualche accordo in maggiore in più.

La vista di questa nuova vita che nasce, mi da una forza enorme , mi ha aiutato a non avere più dubbi, io in tutta la mia vita ho sempre avuto il dubbio se quello che facevo fosse giusto o sbagliato, dalla sua nascita è come se fossi lucido in quello che faccio.
Vorrei tanto che quando Gabriele fosse grande, ascoltando un vecchio disco del papà, fosse contento. Claudia ha partecipato al disco, ha cantato alle doppie voci del disco.

Com’è il rapporto con i tuoi fan?
Cerco di essere molto in contatto con loro, uso facebook per scambiare pareri con i miei fan ed il mio sito è molto curato, www.robertoangelini.it. Appena si entra si scopre subito un’altra mia passione, sono maniaco del pongo. Non solo nel sito ma anche per la copertina dell’album ho scelto l’interpretazione de "La vista concessa" come un corvoniere con la benda sugli occhi. Tutto in pongo quindi, come nel mio video "Dicembre" fatto da Stefano Argentero e vincitore del premio per miglior video d’animazione al M.E.I. 2007

Guarda il video di "Dicembre"

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