La foresta umana di Balkenhol

di admin

Divertire e sorprendere il pubblico mostrandogli atteggiamenti, posture e goffaggini nelle quali potrebbe riconoscersi.

Ecco uno degli obiettivi che forse si è posto il tedesco Balkenhol, che ha allestito per questa sua personale al PAC di Milano una vera e propria“foresta di esseri umani”.

Cosa significa?

Balkenhol utilizza interi blocchi di  legno wawa, un legno esotico proveniente dalle foreste pluviali dell’Africa con i quali scolpisce i suoi personaggi, alle volte di piccole dimensioni, ma in altre occasioni parliamo di veri e propri giganti.

Questi ambigui personaggi, dallo sguardo fisso e spesso poco intelligente, che ricordano alcuni personaggi da cartone animato (vedi Simpson), dialogano con lo spettatore raccontando una piccola parte del loro mondo, fatto di cose quotidiane e gesti comuni,  che oramai ci sfuggono totalmente.

La  proposta dall’artista è infatti una realtà che si pone al di fuori del bello artistico classico: i suoi soggetti sono uomini comuni, che indossano abiti comuni. C’è sicuramente la consapevolezza della statuaria antica, tanto che alcuni di loro ricordano da vicino i kouros della statuaria attica, ma poi Balkenhol va oltre, raccontando il contemporaneo liberato dalla volontà di essere assoluto e perfetto.

Il risultato è realmente stupefacente, anche perché l’artista coglie alcuni momenti tipici dell’animale sociale “uomo” e li mette in mostra secondo il suo personalissimo codice comunicativo.

Potrete allora imbattervi in un’intera squadra di calcio, dove ogni giocatore viene colto in un momento specifico: la disperazione di chi, inginocchiato, si mette le mani nei capelli, l’abilità di chi si piega a tenere il pallone in equilibrio sulla testa, chi esulta, chi entra in scivolata …c’è anche l’ arbitro che osserva impassibile in un angolo. Tutti scolpiti in blocchi di legno ed ognuno ad occupare il proprio spazio vitale/tronco d’albero.

In un altro caso, potrete incontrare un uomo che se ne sta in totale relax sdraiato sotto un gigantesco fungo rosso, come nelle favole della nostra infanzia.

Un’altra scultura di gruppo è quella delle coppie “danzanti”, concentrate in evoluzioni da balli di coppia, ognuna su un blocco di legno. Anche in questo caso lo sguardo “ironico” e un po’ pungente è nettamente percepibile: nelle posizioni, nella galleria dei volti, negli abiti indossati, e, soprattutto, nell’attimo individuato e rappresentato dall’artista.

Interessante anche il tema delle figure anotropomorfe (uomo-animale)….incaricate di dare testimonianza anche di una vena grottesca e fiabesca all’insieme dell’opera.

Vedrete allora sfilare, come in un circo coloratissimo e pieno di stravaganze: uomini elefante ma in giacca e cravatta, donne sul cui capo si poggia un cervo, uomini giraffa.

Balkenhol è autore pieno di ironia e furbissimo: sa di stupire, ma stupendovi vi obbliga a osservare le sue figure da vicino, a sorridere, forse a riconoscervi (anche se non vorrete ammetterlo!) ed infine a pensare.

L’uomo contemporaneo è un po’ un automa, un pazzo “normale”, un essere mitologico che ha forse dimenticato la sua vera natura, la parte più istintiva, più creativa, più spontanea di se, e l’uomo con la cravatta e la proboscide è li a ricordarcelo…

 

dal 6 luglio al 16 settembre 2007 – Stephan Balkenhol
PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, via Palestro, 14, 20121 Milano
Metropolitana MM1Palestro
Orari d’apertura: 9.30 – 19.30 tutti i giorni, giovedì fino alle 22.30. Lunedì 14.30 – 19.30 Prezzo del biglietto: intero € 5,00, ridotto € 3,00, scolaresche € 2,00 – Bambini fino a 8 anni gratuito, da 8 a 14 ridotto
Per info: tel. 02.76009085, fax 02.783330 – www.comune.milano.it/pac

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