La cerimonia di apertura di Pechino 2008

di admin

Il tradizionale countdown ha dato inizio alla 29esima olimpiade estiva, quella di Pechino 2008.
Si è da poco conclusa la cerimonia di apertura, iniziata alle 8 in punto dell’8 agosto 2008: un’ora e una data propizi per un numero, l’8, che rovesciato diventa il simbolo di infinito, di buon auspicio.

Una cerimonia di apertura spettacolare
Rispetto alle indiscrezioni trapelate due giorni fa, dopo la prova generale, la cerimonia d’apertura cinese è stata ben più entusiasmante, la regia di Zhan Yimou ha infatti sorpreso con molti effetti speciali: dalle migliaia di tamburi suonati all’unisono, con un gioco di luci creato dalle bacchette dei musicisti divenute rosso fuoco nell’improvviso buio, passando per l’enorme globo, alto 24 metri e largo 18, su cui volteggiavano ginnasti e sulla cui sommità due cantanti hanno intonato la canzone "You and me around the world", mentre la palla gigante assumeva i colori del globo terrestre e tantissimi ombrelli bianchi venivano aperti sul palco, scoprendo le immagini di mille volti infantili di ogni razza e colore.
Fino alla conclusione della cerimonia, con l’ingresso della fiamma olimpica che da Atene ha fatto il giro del mondo, nello stadio di Pechino che somiglia a un nido d’uccello. Infine l’accensione del bracere per mano dell’ultimo tedoforo, che con grande sorpresa di tutti si è improvvisamente sollevato nell’aria per percorrere gli ultimi metri librato tra nuvole immaginarie ed arrivare infine ad accendere la torcia più grande, il bracere che illuminerà tutte le giornate dei giochi olimpici.

La Cina tra gloria e desiderio di comunone
Tra i temi affrontati dalla cerimonia di apertura, l’invenzione della scrittura con una performance ispirata alla scrittura di Confucio, la via della seta, virtualmente ripercorsa per mare e per terra, la ricostruzione umana del famoso esercito di terracotta ospitato dalla Cina e considerato patrimonio dell’Umanità. Ad arricchire il tutto anche una danza della fertilità, le danze di 56 bambini a rappresentare ciascuno dei gruppi etnici esistenti nella grande Cina, gli elementi della natura in rapporto all’uomo che si concretizzano nella disciplina cinese del Tai Chi Chuan.
Una serie di temi che vogliono comunicare da un lato la gloria della nazione cinese e, dall’altro, un desiderio di apertura e di comunione con le altre nazioni, in nome dello spirito olimpico.

La sfilata degli atleti
Gli atleti hanno sfoggiato le bandiere delle rispettive nazioni, nelle mani dei rispettivi potabandiera, e le uniformi ufficiali appositamente create per l’occasione. Gli italiani si sono distinti per il look elegante: tailleur con giacca grigio chiaro, pantalone bianco e cravatta. Anche i francesi erano in grigio, con l’aggiunta di un cappello stile panama a distinguerli. Il cappello degli americani, invece, era un basco bianco, mentre i più "scontati" sono stati gli atleti delle Isole delle Bermuda: come sempre indossavano il capo che li contraddistingue, i..bermuda.

Un po’ noiosa questa parte della cerimonia (ma è un po’ la regola), che fa però ripensare alla ben più frizzante apertura dei giochi Olimpici Invernali ospitati proprio in Italia (a Trino) nel 2006: allora ad accompagnare gli atleti c’era un repertorio di musica pop universalmente conosciuta con chicche come YMCA e con canzoni appartenenti alla tradizione della musica italiana, una per tutte Gloria di Umberto Tozzi. Di certo meglio che un tamburellare continuo con poche varianti come quello che ha accolto gli atleti a Pechino.

Ma non siamo malinconici: tutto è ancora da vedere in questa 29esima Olimpiade che promette tante emozioni e che certo non mancherà di sorprendere.

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