Intervista esclusiva a Kledi

di admin

Da quando lo abbiamo visto ballare in tv siamo state rapite dalla sua bravura e bellezza. Kledi Kadiu passa dalla tv al teatro conquistando le platee di tutta l’Italia. Oggi lo possiamo ammirare anche a teatro nel ruolo di Romeo in “Giulietta e Romeo” allestito dalla compagnia del Balletto di Roma. Lo spettacolo è un successo in ogni tappa con teatri gremiti, buone recensioni dalla critica e le dimostrazioni d’affetto delle ammiratrici che non mancano mai. Per chi ha ammirato Kledi solo in veste di ballerino televisivo è l’occasione giusta per vederlo dal vivo. L’abbiamo raggiunto in viaggio per farci raccontare come sta andando la tournèe.

Come sta andando la tournèe di Giulietta e Romeo?
Molto bene. L’accoglienza del pubblico è stata ottima, anche le recensioni della critica sono buone e il pubblico è soddisfatto.

Cosa rappresenta per te il ritorno al teatro?
Nella mia carriera questo spettacolo rappresenta un punto in più, un’esperienza che mi è sempre piaciuta fare. Per me  è la prima volta che interpreto in Italia un ruolo da protagonista a teatro.

Romeo e Giulietta è un classico del balletto, una storia che tutti conoscono. Com’è interpretare Romeo? Come ti sei preparato?
È un ruolo come un altro, non è difficile da interpretare. Nessun ruolo è difficile quando ti piace quello che fai. Quando mi arriva la proposta per un ruolo, penso solo se è adatto a me. Non ho fatto una preparazione diversa per questo ruolo, io ballo, non recito. A me è venuto facile da interpretare, è un ruolo come tutti gli altri.

La tua carriera in Italia è iniziata in televisione con “Amici”. C’è differenza tra ballare per la tv e per il teatro?
Sì, sono due esperienze completamente diverse. Come dicono tutti da una parte c’è un contatto diretto con il pubblico, dall’altra no. Nessuna delle due esperienze toglie niente all’altra, sono entrambe belle, ma non si possono paragonare.

Tu cosa preferisci?
Entrambi, mi piace fare tutte e due, si tratta sempre di ballare. Quando prendo un impegno lo porto avanti fino in fondo, cerco di fare il meglio che posso anche se mi dovessero dire di ballare per strada. Non credo che se sono a teatro devo dare di più o se è televisione devo dare di meno. Se fosse così sarei un mercenario. Lo faccio perché mi piace. Dico solo che ogni esperienza ti dà un’emozione diversa, è vero, ma non perché una è meno importante dell’altra.

Secondo te la tv ha aiutato il movimento della danza?
Sì, è un dato di fatto. La televisione è stato un punto in più per la danza che ha guadagnato il rispetto del pubblico. Ora più persone vedono la danza come un’arte, una professione, non più un passatempo. Oggi il pubblico sa che è una professione e che per danzare ci vuole studio, impegno, tempo e soprattutto molta disciplina. Bisognerebbe fare tutto con disciplina e metodo, non solo la danza, ma in questo campo, se non hai disciplina non si fa molta strada. Per danzare si lavora con il fisico e diventa automaticamente più difficile perché ogni lavoro fisico con il tempo diventa più pesante.

Oggi tanti vogliono danzare. La tv ha fatto crescere la passione per questa disciplina, è vero, ma è sufficiente secondo te per diventare un ballerino?
La passione conta fino a un certo punto, poi bisogna vedere se si è portati o no. La danza non è per tutti o meglio, è per tutti se si balla per divertirsi. Non per niente le scuole si riempiono. Poi dopo i diciotto anni tanti abbandonano. Si arriva a una selezione quasi naturale, continua solo chi ha le possibilità tecniche e fisiche. È così purtroppo, la danza è una disciplina che richiede un certo fisico.

Come è nata la tua passione per la danza?
La passione è nata pian piano, quando sono entrato in accademia. In Albania è un po’ diverso rispetto all’Italia. Da noi, come in altri paesi dell’Europa dell’Est, lo Stato dà molta importanza allo sport, alla cultura e all’arte in genere. Vengono aiutate le iniziative sportive e culturali e nascono artisti e sportivi molto bravi. Io ho scelto la danza da piccolo perché avevo le caratteristiche per fare danza, non sono stato lasciato in balia del caso, come succede in Italia. Consiglio a chi vuole fare il ballerino e ha il talento di andare all’estero, non rimanere in Italia, qui non ci sono strutture per veri talenti, ci sono solo la Scala di Milano e il Balletto di Roma. Il 90% dei ballerini italiani lavora all’estero dove si dà più importanza all’arte mentre in Italia l’arte è l’ultima ruota del carro. Io sono uno dei pochi privilegiati, sono stato baciato dalla fortuna, lo so, grazie anche alle mie qualità. Non basta avere solo la fortuna. Ci sono molti ballerini più bravi di me che non hanno avuto fortuna e che oggi fanno la fame. È giusto dire le cose come stanno. Non tutti sono come Kledi, ce ne saranno due o tre in Italia che come me riescono a vivere del proprio lavoro.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Continuare a fare il ballerino, è il mio mestiere e lo farò finchè posso.

Prima dei saluti abbiamo chiesto a Kledi  chi vede come favorito nella super finale di “Amici” in onda il 16 aprile. Kledi si è trincerato dietro un “no comment”. Non ci rimane che seguire la diretta di mercoledì.
Secondo voi invece chi vincerà la settima edizione di “Amici”? Partecipate al nostro sondaggio.

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