Game of Thrones – The last watch recensione: Le emozioni dietro le quinte

di Elisa Baroni
game of thrones

Lo scorso 19 maggio Game of Thrones ha salutato il pubblico (leggi la recensione del finale qui). Il 26 maggio negli Stati Uniti HBO ha mandato in onda un documentario per rendere omaggio al lavoro del dietro le quinte e del cast. Il pubblico italiano grazie a Sky ha potuto seguirlo. Ecco una recensione per capire gli eventi e i momenti migliori.

Belfast ha rappresentato il vero set dell’ottava stagione di Game of thrones. Qui, nel parcheggio dei Titanic Studios, una grande squadra ha ricostruito addirittura Approdo del re su modello di Dubrovnik. Ci sono poi le difficili ma spettacolari riprese in Islanda. Qui Jon e Dany hanno cavalcato i draghi. Gli ultimi episodi hanno poi avuto come set anche la Spagna.

Tra i momenti più emozionanti del documentario de Il trono di spade l’ultima tavola di lettura dei copioni. Il cast ha gioito per l’eroismo di Arya. Kit Harington ha poi pianto scoprendo solo in quel momento che Jon avrebbe ucciso Dany. Le difficoltà delle riprese sono state causate anche da un meteo sfavorevole. Un set letteralmente congelato in cui persino l’uomo della neve (colui che si occupa della neve finta) ha avuto vita difficile. Circa 15 settimane di riprese notturne hanno sfiancato cast e troupe.

Poco sonno ma tanto lavoro dietro a una produzione gigantesca

Tutti hanno però potuto godersi dei momenti di pausa grazie a un camioncino-punto di ristoro. In game of thrones: The last watch abbiamo poi visto anche gli addetti al reparto verde. L’albero diga, sotto cui muore il re della notte, è molto particolare e necessita attenzioni. Il reparto proestetica, con anche 18 ore di lavoro per il trucco è un altro elemento fondamentale. Fondamentali sono poi gli stuntman e le tantissime comparse.

Vladimir Furdik ha raccontato come è diventato attore. Kit Harington ha scherzato sui droni che lo spiano a casa. Emilia Clarke ha ammesso che la parrucca di Dany la fa sentire davvero se stessa. Sembriamo tutti vampiri, scherzano i membri della produzione. Un clima rilassato e scherzoso che anche nei momenti di tensione e difficoltà aiuta  a farsi forza. Una produzione che deve poi fare i conti con la minaccia costante degli spoiler. Copioni nel trita-carte e sicurezza al massimo.

Bisogna trovare le persone giuste e lasciarle fare, una frase che racchiude il senso di gruppo e la professionalità del dietro le quinte. Un gruppo che è diventato una famiglia e che ha sempre dato il massimo.  Tanto sacrificio soprattutto nella vita privata ma altrettanto impegno. Un documentario emozionante, divertente e realistico. Sicuramente il lavoro di Jeanie Finlay ha reso omaggio a una produzione gigantesca come quella dietro al magico mondo di Game of Thrones.

E voi, avete visto o guarderete il documentario di Game of Thrones?

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