Facebook e Twitter isolano i giovani di tutto il mondo

di admin

I ragazzi sempre più affetti da una inguaribile dipendenza. Che si tratti dello stesso funestus veternus che angosciava il poeta Orazio? Più che una depressione, si tratta di una malattia da solitudine.

Un mondo che incatena

"All the lonely people,
where do they all come from?
All the lonely people,
where do they all belong?"

Una gioventù stile anni 60′, simili alla canzone di Eleanor Rigby dei Beatles. La colpa? Dei social network come Facebook o Twitter che hanno spopolato con gran successo nel mondo del web. Le due piattaforme internet porterebbero i giovani ad una sorta di alienazione dal mondo, portandoli a tagliare qualsiasi rapporto con la vita sociale di amici e famigliari. Una droga chiamata web e che non esita a fermarsi.
L’allarme arriva dagli esperti della Mental Health Foundation che, dopo diverse ricerche e un sondaggio svolto su 2.250 britannici, ha tratto un verdetto alquanto preoccupante: i ragazzi tra i 18 e i 24 anni sono i più esposti alla solitudine. Un giovane su tre ha ammesso di passare molto tempo a comunicare via internet con persone che si dovrebbe invece vedere dal vivo.

Un lutto di emozioni

I social network sono entrati nella nostra vita senza nemmeno accorgercene e ora si delinea uno scenario giovanile che non può più fare a meno di queste tecnologie divenute ormai pane quotidiano. Internet e così anche gli sms e le chat, disgregano i rapporti umani e rovinano la comunicazione, lo sguardo, le espressioni; ogni sentimento è trasmesso in modo virtuale. "Il contatto umano nutre corpo e mente, – ha spiegato il responsabile della politica della fondazione, Simon Lawton-Smith – e, il modo in cui viviamo ora è la prova che di questi contatti umani ne stiamo avendo sempre di meno. Internet può essere fantastico per tenerci in contatto con chi ci sta a cuore e magari si è trasferito dall’altra parte del globo, ma occorre trovare un giusto equilibrio».

In Italia

Il fenomeno non tratta di un caso esclusivamente inglese, al contrario coinvolge anche gli italiani.
L’ Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico ha svolto un sondaggio online che ha rivelato che, su 800 persone fra i 20 e i 75 anni, il 70 % degli intervistati usa internet almeno 2 ore in più al giorno rispetto al normale lavoro. Una vera e propria dipendenza. Questo comportamento ossessivo nei riguardi del computer può degenerare in reazioni di ansia, panico e depressione.  Come ha spiegato Paola Vinciguerra, presidente dell’Eurodap : "Il pc deve servire per stabilire contatti che poi devono diventare reali perché una macchina non può e non deve sostituire le persone". Il dottor Andrew McCulloh, amministratore delegato della charity, al Daily Mail dichiara: " Internet non è la radice del problema, ma può sicuramente contribuire ad aggravare la situazione. Incontrare le persone online o parlare con loro via mail o chat non significa avere una relazione vera e propria e, soprattutto, questo tipo di rapporto non permette di ottenere la stessa reazione che si avrebbe incontrandosi dal vivo".

La soluzione? Distrarsi e trovare ogni sorta di altro passatempo più utile e costruttivo che chattare via internet. Scrivere, leggere, passeggiare, correre, cucinare, guardare film o uscire con gli amici e stare bene… tante alternative più produttive invece di trascorrere tutta la serata o il pomeriggio davanti al computer. Uno sforzo di volontà che richiede impegno e testa ma che svincola dal pericolo di diventare "schiavi di internet".

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