Elezioni 2018 – Legge elettorale: Come si vota quest’anno?

di Claudia Lisa Moeller

Come si vota? Sembra una domanda banale, ma quest’anno non siete i soli ad avere alcuni dubbi su come funziona la nuova legge elettorale. La cosiddetta “Rosatellum bis” è stata, infatti, approvata nell’ottobre del 2017 e con questa andremo a votare domenica 4 marzo.

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Il “Rosatellum bis” è un sistema misto che prevede sia il maggioritario sia il proporzionale. I seggi sono ripartiti in modo proporzionale. Questo sistema permette ai candidati che superano la soglia minima di entrare in Parlamento anche con piccole rappresentanze. Praticamente il voto si traduce in una frantumazione e varietà di partiti alla Camera e al Senato.

Comunque la legge “Rosatellum bis” prevede anche un sistema maggioritario. Le vicende politiche della “Prima Repubblica” hanno portato molti esponenti politici a criticare il sistema proporzionale, reo di aver permesso l’esistenza di troppi partiti “ago della bilancia”. Così negli anni passati si era pensato di favorire una legge elettorale maggioritaria che premiasse i grandi partiti o coalizioni.

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Vince, in questo sistema, per ogni circoscrizione chi ha più voti: o si vince o si perde. Il candidato vincitore, almeno parliamo del sistema inglese, siede alla Camera. In questo sistema passa solo chi vince anche solo per un voto, i restanti sono esclusi dal Parlamento. Il sistema, come si vede, non premia la pluralità di opinioni, ma candidati forti e possibilmente supportati da partiti forti che giocano sicuro.

La nostra odierna legge “Rosatellum bis”, quindi, ha cercato di mantenere vive queste due anime. Cosa dovete fare una volta nella cabina? Per voi cambia poco maggioritario o proporzionale, basta mettere la croce sul partito che volete. Avete un solo voto. Niente preferenze.

I piccoli partiti o liste civiche devono raggiungere la soglia minima del 3% alla Camera e 5% al Senato per entrare. In caso i partiti minori non riuscissero a raggiungere il valore soglia, il loro voto non sarà buttato e andrà a confluire nella area politica a cui aderisce il partito. Deve, però, il partito in questione arrivare sopra 1%. Quindi la minaccia del “voto sprecato o buttato” con la nuova legge elettorale è scampato.

Quando sarete nel vostro seggio elettorale, dovrete stare attenti. Non è permesso il voto disgiunto. Che cos’è? Il voto disgiunto permette di votare un partito e un candidato anche di due fazioni opposte. In altre parole: se siete vicino alla linea di pensiero di un partito, ma vi convince un esponente per il Parlamento di un’altra fazione potete votarlo. In Italia la nuova legge elettorale non lo permette per le nazionali, ma per le comunali e regionali sì. Detta ancora diversamente nel caso delle elezioni regionali (Lombardia e Lazio): potete dare il vostro voto alla lista del partito A, ma pensare che il miglior governatore della vostra regione potrebbe essere anche un esponente del partito B.

La scheda rosa è per la Camera, mentre la gialla (che vi verrà fornita se avete più di 25 anni) quella per il Senato. Su ogni scheda dovrete mettere una sola croce. Quest’anno non si vota per il candidato preferito, ma per il partito che vorremmo vedere vincere. Perciò va dato un voto solo sulla lista o partito che preferiamo. Non esistono né nei collegi uninominali, né nei collegi plurinominali la preferenza.

Perché non ci sono candidati Premier questa volta? La legge elettorale, con la quale andremo a votare, si basa su alleanze. Molti partiti hanno evitato di fare nomi perché aspettano di sapere quale partito e soprattutto qualche alleanza di liste e partiti governerà il Paese. Ciononostante nominare e dire chi si vorrebbe come Capo di Governo è un atto di trasparenza verso i propri elettori che possono farsi un’idea più chiara.

Hanno ragione gli esponenti del Movimento 5 Stelle a dire che la legge è contro di loro? Sì e no. La legge ad oggi non favorisce partiti che “corrono da soli”, ma aiuta e preferisce chi forma un’alleanza. Da vero sistema maggioritario.

 

E tu cosa ne pensi di queste nuove elezioni del 4 marzo 2018?

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