Elezioni 2018 – Maratona Mentana, Porta a Porta o Matrix: quale è il migliore?

di Claudia Lisa Moeller

Quando ci sono le elezioni, ormai la TV italiana ha adottato un format. La maratona. Non ha importanza di quale votazioni stiamo parlando, dalle politiche al referendum, ormai questo è il format scelto dalla televisione italiana per parlare di politica e di come cambierà il nostro Paese.

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Cosa ci colpisce, almeno quest’anno, è che in una campagna elettorale poco aggressiva, quasi sottotono, ora ben tre programmi in chiaro si sono contesi la narrazione di questa notte dell’attesa. RAI 1, Canale 5 e LA 7.

Hanno tutte e tre le edizioni un punto in comune. Iniziano prestissimo. Siamo ancora agli exit polls, ovvero i sondaggi fatti a coloro usciti dai seggi, quindi valgono qualcosa ma nulla di ufficiale, e già parte il commento infinito. Qualcuno adora vedere le macchine correre all’infinito a Monza, ci sono quelli che adorano guardare le percentuali e gioire o guardare cosa costa un volo per Londra e quanto prende una lavapiatti nella capitale inglese?

La maratona televisiva elettorale è un programma che piace a chi è o notturno (prima dell’1.30 non succede nulla di interessante) o non ha un lavoro, serve anche una componente da politologo mancato che già ordisce e commenta. Possibilmente la sua opinione è tanto autorevole come il cambio degli exit polls.

Da chi incominciare? Ma è chiaro! Enrico Mentana, l’uomo che ha reso la corsa infinita di Forrest Gump una realtà televisiva. Io mi chiedo dove dorma in studio. Chissà dove ha nascosto la brandina. Lui è sempre in video. È l’uomo che ha lanciato e sfidato questa notte di Oscar 2018 con l’hashtag #maratonamentana e ha insidiato il primato di Hollywood. Hollywood, prossimo anno chiamate Mentana!

La maratona di Mentana è ormai un marchio. Sul web ci sono meme e parodie dello stile Mentana, Crozza non poté resistere. Potrebbe anche avere la sua linea sportiva, io la indosserei. Lo stile esagitato e sempre acceso di Mentana rende insopportabile la fruizione del suo programma. Forse è solo per tenersi sveglio lui stesso, solo che i toni e la continua eccitazione anche per un nonnulla stufa. Pare la sua voce un libro completamente sottolineato: cosa è importante? Perché si agita per tutto e nulla?

Ovviamente la parte più apprezzata del programma è il maltrattamento dell’inviato. Ella (spesso la povera Sardone) o egli è vittima delle ire del despota Mentana che dallo studio tutto osserva, tutto gestisce e dà o toglie la vita televisiva con un semplice commento aspro. Sii sempre pronto ché Mentana chiama. Mentana Enrico è il deus ex machina ed eroe della sua trasmissione: potesse probabilmente non vorrebbe nemmeno ospiti. A che pro poi invitare qualcuno?

Peccato che quest’anno si è fatto interrompere dalle battute (non divertenti) del gruppo di “Propaganda Live”. Penso che Mentana sia anche un ottimo comico satirico. Perché davvero non c’è solo Mentana in studio?

Mentana è una vera e propria star sul web. Infatti non a caso il parterre dei suoi ospiti è composto da giornalisti. Trai suoi colleghi è lui la star che brilla e più che tra pari, ci pare evidente che c’è un padrone di casa e re della situazione che comanda, intervista, commenta, risponde, eccita e deprime. Un grande mattatore che forse potrebbe anche commentare lui l’Isola dei famosi, il diurno interminabile, rendendo cardiopalma anche la bollitura del riso.

Arriviamo a “Porta a Porta” su RAI 1. C’è sempre lui. Bruno Vespa, a 73 anni, lui fa le ore piccole commentando la politica in piedi. Non come Mentana seduto dietro un banchetto e dalla bocca mitraglietta. I modi di Vespa sono più calmi: è pur sempre notte e quando si tratta di politica e di esiti e di sondaggi bisogna stare cauti. L’esperienza e forse l’età rendono la versione di Vespa più calma e pacata. Non per questo (ammetto con stupore) più noiosa o tediosa.

Vespa ha il vantaggio che nel suo salotto, terza camera del Parlamento, ospita giornalisti e politici. Tutti costoro parlano, si confrontano e conoscendo il lavoro della politica sanno quando dosare la gioia e lo sconforto. Non mancano anche i confronti con il vecchio mondo politico tutto transitato da Vespa. C’è anche il pubblico che ride e applaude i primi esiti e dà, anche se è una claque, un senso di essere a casa propria a commentare.

Infine eccoci alla terza versione della maratona elettorale. Parliamo di “Matrix” su Canale 5. Il conduttore è Nicola Porro, viso politico di Mediaset, che commenta in studio con colleghi giornalisti e intellettuali (Odifreddi). Questa costruzione voleva essere un mix tra Mentana e Vespa. Di Mentana a Porro manca il protagonismo e la presenza televisiva accentratrice, di Vespa gli manca il salotto altolocato e la pacatezza di chi ha già visto tutto e poco lo stupisce.

Inoltre gli ospiti di Porro paiono tirati giù dal letto. Anche il pubblico in sala pare stanchissimo e applaude stancamente. Infine le pubblicità sono troppe e se già alle 2 stai guardando la tv, non vuoi sentire la pubblicità dello shampoo. Si rompe ogni narrazione piena di suspance per vedere come va a finire.

Notiamo la completa assenza di donne a commentare la politica. Io propongo Barbara Palombelli per Mediaset, ma a questo punto perfino Barbara d’Urso (il cui salotto domenicale ormai non invidia nulla a quello di Vespa) potrebbe essere interessante da vedere.

Per noi la migliore edizione rimane quella di Mentana. Essa riesce anche a mobilitare una reazione sul web non da poco. In pieno spirito di come la tv si evolverà. Bruno Vespa dimostra un’insolita saggezza dello studioso che guarda e osserva e cerca poco di sbilanciarsi. Nicola Porro non ha né la presenza, né l’esperienza per reggere un programma lungo qualche ora e che è costruito (per la prima parte) sul nulla.

E tu cosa ne pensi dei programmi di commento tv? Preferisci LA7, Canale 5 o RAI 1?

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