Amici 16: Francesco de Gregori canta Rimmel (VIDEO, TESTO E SIGNIFICATO)

di Alberto Muraro

Uno degli ospiti della terza serale di Amici 16 è stato lo straordinario Francesco de Gregori, salito sul palco del talent di Canale 5 per presentare uno dei pezzi inclusi nel suo ultimo disco Sotto al vulcano: la scelta è ricaduta sull’ultimo singolo estratto dal progetto, la celeberrima Rimmel, originariamente contenuta nel quarto disco omonimo al pezzo pubblicato nel 1975. Il cantautore si trova in questi giorni impegnato in una fase promozionale per il suo ultimo album Sotto il vulcano, uno speciale disco live dedciato a Lucio Dalla pubblicato lo scorso 3 febbraio.

Rimmel di Franceso de Gregori racconta di un amore finito: il rimmel a cui si fa riferimento è dunque quel trucco che le donne usano per coprire determinate imperfezioni del loro viso ed è metafora delle bugie e delle falsità che si raccontano quando si è in coppia. Anche De Gregori racconta di avere una “facciata” (termine usato non a caso) e sottolinea all’interno del testo della canzone di avere cancellato da essa il nome dell’ormai ex fiamma.

Qui sotto trovate il video dell’esibizione di Francesco de Gregori ad Amici 16: vi è piaciuta la sua performance sulle note di Rimmel?

 

 

Testo

E qualcosa rimane,
fra le pagine chiare e le pagine scure,
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e le tue ragioni,
i miei alibi e le tue ragioni.
Chi mi ha fatto le carte
mi ha chiamato vincente, ma uno zingaro è un trucco.
E un futuro invadente, fossi stato un pò più giovane,
l’avrei distrutto con la fantasia,
l’avrei stracciato con la fantasia.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro.
O ancora I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.

Santa voglia di vivere
e dolce Venere di Rimmel.
Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi
se per caso avevo ancora quella foto
in cui tu sorridevi e non guardavi.
Ed il vento passava
sul tuo collo di pelliccia e sulla tua persona
e quando io, senza capire, ho detto sì.
Hai detto “E’ tutto quel che hai di me”.
È tutto quel che ho di te.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro.
O ancora I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare con chi vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.

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