Toy Story 3: La grande fuga

di Laura Boni

Sono passati tanti anni da quando Woody e gli altri giocattoli spiavano il loro padroncino Andy mentre apriva i suoi regali di compleanno e nello scompiglio generale avevano dato il benvenuto al  loro futuro amico: il super accessoriato Buzz Lightyear. Ormai Andy è cresciuto, si sta preparando ad andare al college e i suoi compagni di mille avventure sono stati rilegati in un baule alla disperata ricerca di attenzioni; quando il giorno del trasloco si avvicina il ragazzo si trova davanti ad una scelta difficile che deciderà il destino dei suoi giocattoli preferiti. Inizia così Toy Story 3, capolavoro commovente della Disney Pixar che riporta sul grande schermo gli amati giocattoli.

Il Sunnyside

Per uno sventurato errore, i giocattoli vengono donati al Sunnyside, un asilo nido della zona; volubili e rancorosi, pensano di essere stati abbandonati da Andy e accolgono a braccia aperte la nuova casa, tutti tranne Woody, che irriducibile e affezionato com’è al suo padroncino, cerca in tutti i modi di farli tornare a casa.
Il Sunnyside è un paradiso pieno colori, sorrisi e tanti nuovi amici; tutto ciò che un giocattolo può desiderare: tante pile da farli funzionare per sempre, pezzi di ricambio introvabili altrove e bambini nuovi ogni anno con cui giocare. Molto presto, però, scopriranno che non tutto è come sembra.

La grande fuga

Il sogno dei giocattoli di Andy si infrange quando scoprono che i bambini sono troppo piccoli per giocare con loro, infatti sono rumorosi, pasticcioni e appiccicosi e trasformano ogni ora di gioco in una guerra aperta; ma è quando l’asilo è chiuso che iniziano i veri guai, il Sunnyside si rivela essere un luogo ostile, organizzato come un carcere di massima sicurezza e diretto da Lotso, uno spietato orsacchiotto morbido e coccoloso che profuma di fragola. L’unica speranza di sopravvivere è quella di raggiungere Andy prima che parta per il college e quindi di organizzare la grande fuga

I protagonisti

Nonostante la loro età, i giocattoli di Andy non hanno perso il loro smalto: sono divertenti, coraggiosi e capaci di grandi gesti di altruismo, come la dimostrazione di grande senso di responsabilità di Woody, quando decide di rinunciare ad una vita sicura al college per salvare i suoi amici.
I giocattoli sono doppiati sia in originale che in italiano da grandi talenti; in inglese Woody e Buzz hanno le voci di Tom Hanks  (Il codice da Vinci)e Tim Allen (Svalvolati on the road) e Ken, uno degli abitanti del Sunnyside, ha l’inconfondibile fascino di Michael Keaton (Batman).  Tra i doppiatori italiani ritroviamo Fabrizio Frizzi e Massimo D’apporto nel ruolo dei due protagonisti,insieme tanti nuove voci, come Fabio De Luigi, Claudia Gerini, Gerry Scotty e Giorgio Faletti; il personaggio di Andy è doppiato da Matteo Leoni , conosciuto dal pubblico come Tinelli, la star del telefilm “Quelli dell’intervallo” di Disney Channel.

Il capitolo conclusivo di Toy Stoy, diretto dal veterano Lee Unkrich (Toy Story 2; Alla ricerca di Nemo) è un film divertente, entusiasmante e commovente, dove la Pixar dimostra ancora una volta di possedere la geniale creatività di confezionare storie autentiche e memorabili; dopo quindici anni dal primo episodio, la pellicola riesce a mantenere il giusto equilibrio tra autentica originalità e  tecnologie animate.

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