Se non avete ancora visto la 4×2 di Sherlock, sconsigliamo di proseguire nella lettura in quanto il testo contiene spoiler.

Wow. È questa la prima parola che ho pronunciato appena ho finito di vedere la seconda puntata della quarta stagione di Sherlock. The Lying Detective, questo il titolo della 4×2, si attesta come uno dei migliori episodi di tutta la serie e sicuramente ci ha lasciati disorientati, frastornati ma piacevolmente soddisfatti in vista del finale di stagione (eh già, tre puntate volano).

Dopo un inizio abbastanza convincente ma non del tutto a fuoco (qui puoi leggere la recensione di Six Thatchers 4×1 di Sherlock), l’episodio di questa settimana sicuramente ha confermato la tendenza di questa stagione a volerci stupire con un colpo di scena dopo l’altro e ingannare, fino all’ultimo secondo della puntata, capovolgendo tutte le nostre sicurezze e deduzioni con dei plot twist difficilmente prevedibili.

The Lying Detective si apre con l’entrata in scena del tanto atteso cattivo della stagione, Culverton Smith, interpretato da un credibile Toby Jones. Ricco e filantropo, l’uomo è un insospettabile serial killer che usa l’ospedale da lui finanziato e costruito per scegliere e uccidere le sue vittime sullo stile di H.H. Holmes. È ovviamente Sherlock, completamente sotto effetto di droga e più trascurato del solito, a indovinarne la vera natura, dopo avere ricevuto la visita della figlia di Culverton (o che tale si dichiara).

La prima parte dell’episodio, con un fattissimo Sherlock, scorre veloce, come l’arrivo di Mrs Hudson su un auto da corsa rossa, e anche lo spettatore ha quasi la sensazione di trovarsi in un trip mentale in cui non si capisce dove finisce la finzione e dove inizia la verità. Grazie anche al depistaggio fatto nei mesi scorsi sul ruolo di Culverton Smith, presentatoci come il “peggior cattivo di sempre” e che tutti credevamo essere in qualche modo legato a Moriarty, mi sono più volte chiesta se Sherlock corresse veramente qualche serio pericolo con lui. E invece, Culverton potrà essere viscido, ripugnante e veramente disgustoso, ma alla fine si rivela essere una pedina nel piano organizzato dal detective con settimane e settimane di anticipo. Sherlock Holmes non fa mai le cose a caso, dopotutto.

Sherlock è disposto a organizzare un piano per trovarsi deliberatamente in una situazione di morte quasi imminente, per un solo motivo: far sì che John Watson si salvi, salvando lui. Questa volta, finalmente, possiamo vedere l’intero messaggio lasciato da Mary a Sherlock: dato che John non avrebbe mai permesso a nessuno di salvarlo, l’unico modo per salvarlo da se stesso sarebbe stato fare in modo che lui salvasse il suo amico. Il trionfo dell’amicizia e dell’amore sembra chiudere l’episodio, con il ritrovato rapporto tra Sherlock e John (bellissimo l’abbraccio tra i due), dopo la confessione di quest’ultimo a proposito dello scambio di messaggi avuto con la donna conosciuta sul bus. Confessione diretta soprattutto a Mary, presente nell’episodio sotto forma di coscienza di John, che scompare alla fine della puntata quando la frattura tra i due amici si ricompone.

Tuttavia, quando pensavamo che non ci fosse niente di più da dire, è arrivata la svolta finale: il vero cattivo della stagione si svela proprio negli ultimi minuti di The Lying Detective ed è qualcuno a cui né noi, né Sherlock abbiamo minimamente considerato. L’anonima terapista di John Watson, la donna da lui incontrata per caso sul bus, la “finta” figlia di Culverton Smith che si era presentata a Sherlock sono in realtà la stessa persona: Euros, la sorella di Sherlock!

Niente quindi Tom Hiddleton o Sam Heughan, ma Steven Moffat e Mark Gatiss ci hanno letteralmente lasciati a bocca aperta con la scoperta che Sherrinford in realtà è il “vento dell’est” pronto a portare scompiglio nel resto della famiglia Holmes. La puntata si conclude con Euros che rivela la sua identità e spara a John Watson. In realtà forse l’unica certezza (ma parlare di certezza dopo due puntate così in realtà è un po’ azzardato) è che alla fine il dottore se la caverà.

Tuttavia, com’è legata Euros a Moriarty (rivelandosi, la donna parla di “un amico” che l’ha aiutata)? Qual è il suo obiettivo e soprattutto i fratelli Holmes sono davvero solo 3? È lei Sherrinford (e perché questo nome eventualmente) o c’è un quarto fratello Holmes? A destare alcuni dubbi è stata infatti una battuta detta da Sherlock Holmes nell’episodio: “Perché tutti si fermano sempre a tre?”, dice parlando dei registratori sequestrati da Cuvelton Smith per essere sicuro di non essere registrato.

Tante sono le sorprese che ci attendono nel prossimo episodio che non vediamo l’ora di vedere. Tra gli highlight della puntata segnaliamo anche:

  • una strepitosa Mrs Hudson capace di tenere testa perfino a Mycroft e Sherlock e che ci regala quei momenti di pura ingegnosa comicità che in questa serie stanno scarseggiando, visto la piega più drammatica e “oscura”;
  • il ritorno di Irene Adler (anche se sotto forma di SMS) e un piccolo assaggio sulle relazioni di coppia di Mycroft;
  • Benedict Cumberbatch che recita Sherlock Holmes che recita l’Enrico V mentre è completamente fatto, spara alla parete e chiede una tazza di tè a Mrs. Hudson;
  • tanti riferimenti alle storie di Conan Doyle, come il bastone di John utilizzato come registratore per registrare la confessione di Smith (nel racconto è John nascosto dietro il letto a raccogliere la confessione).

Ecco il trailer del terzo episodio di Sherlock 4:


Siete d’accordo con la nostra recensione di The Lying Detective?