Sanremo 2018: riassunto e recensione alla quinta e ultima puntata

di Claudia Lisa Moeller

Ultima puntata. Sanremo 2018 dopo cinque giorni arriva alla fine. All’1:30 si conclude la sessantottesima edizione del Festival.

Tracce del ’68 non si sono viste. Né nei contenuti, né nella scenografia, né manifestazione storiche inerenti. Il ’68 non è mai stato più menzionato. Un errore evidentemente. Peccato: poteva essere anche il caso. Meno male che alle 23,45 dopo la canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro sul terrorismo Favino ricorda che oggi si ricordano le vittime delle Foibe e di chi dovette lasciare le proprie terre perché ormai divenute slave.

Questa serata appare Laura Pausini che mantiene la parola. Se martedì non è apparsa a causa di una brutta laringite, oggi in qualche modo eccola. Duetta con Baglioni (“Avrai”), canta il suo nuovo brano e le sue hit. Scende dal palco e va a cantare davanti al pubblico in estasi alle porte dell’Ariston. Questa mossa ci ricorda perché Laura Pausini è una star internazionale e una professionista dello show che sa come far piacere ai suoi fan. Si avvicina a loro: in pailettes e gola dolorante canta davanti a loro e si fa amare perché rifugge dalla platea lessa del teatro più nobile di Sanremo.

Fiorello chiama al telefono e riparte il tormentone della prima serata da animatore. “Su le mani!” i giornali domani scriveranno che meno male che Firoello e la sua comicità innovativa ha salvato il Festival e la tv italiana.

Anche questa serata dobbiamo spremerci le meningi. Le gag comiche organizzate da Baglioni, Hunziker e Favino non sono sempre facili da capire. Soprattutto perché dovremmo ridere. Baglioni con gli occhiali enormi da vista fa tanto ridere. La Hunziker hostess impacciata è da morire… dall’imbarazzo. Abbiamo capito che l’improvvisazione non è il forte del trio.

Stringe il cuore il saluto di Elio e le storie tese (ancora in compagnia dei Neri per caso) che salutano il loro pubblico. Quest’anno andranno ancora in tour un’ultima volta e poi si scioglieranno. Per sempre? Speriamo di no. Speriamo che sia un arrivederci, anzi arrivedorci.

Ci si sveglia verso le 22 con l’arrivo della giovane brigata dei cantanti di Antonella Clerici. “Sanremo Young” il nuovo talent giovanile della RAI in partenza settimana prossima decide di smontare il palco sulle noti di Jovanotti. Ci chiediamo perché la RAI abbai più interesse ad allungare all’infinito la serata ospitando i propri conduttori, invece di organizzare una serata più corta e con meno ospitate inutili e autoreferenziali.

Lo Stato Sociale questa sera accende la platea e fa ballare tutti. Nessuno rimane immobile mentre la vecchia ballerina Paddy torna all’Ariston per la gioia degli internauti.

Durante l’ultima puntata non poteva mancare il video delle papere. Un format di Antonio Ricci che aveva polemizzato con Claudio Baglioni a distanza. Alla fine anche una creatura ibrida dell’autore TV entra a Sanremo 2018.

Alle 23.20 Favino dimostra di essere un attore. Un bravissimo attore. Con un accento straniero finge di essere un povero profugo/migrante cacciato ovunque. Sanremo 2018 riscopre la tematica sociale durante l’ultima giornata di Festival.

Purtroppo solo oggi Sanremo 2018 vuole occuparsi di un tema sociale. Favino racconta gli orrori di cosa sta accadendo in Africa e in quei campi (in Nicaragua per non citare altre situazioni più vicine alla politica italiana e europea). Con le lacrime agli occhi Favino ci ricorda come l’Europa e Lampedusa, in particolar modo, è la terra di promesse e di speranza per molti che lasciano il loro continente per trovare un posto migliore. Per trovare un angolo di erba sul quale sdraiarsi. Segue la voce angelica di Firoella Mannoia.

Alle 00,15 Claudio Baglioni con “Strada facendo” Renga, Max Pezzali e Neck accendono il Festival. Questo è forse il duetto più di successo e amato delle serate. Il pubblico piange, canta, balla, riprende con il cellulare. Le canzoni di Baglioni si rivelano essere mai come questo brano vincenti e collante di diverse generazioni che conoscono a memoria le parole del brano e lo cantano a squarciagola.

Purtroppo oggi gli ospiti appaiono e scompaiono non appena hanno cantato. Così la boy band (un po’ attempata) ci saluta dopo la cover.

Questa serata, forse saremo ormai vittima della sindrome di Stoccolma, è stata anche divertente per certi versi. Claudio Baglioni si è sciolto e ha evitato alcune gaffes dei giorni scorsi. Il suo distacco ieratico è sempre lo stesso, ma ormai abbiamo capito che Claudio non si mischia con gli altri. Solo con gli ospiti quando canta i suoi brani.

Ammettiamo Claudio è timido, in queste cinque serate alla fine abbiamo imparato a conoscere che il suo atteggiamento non è dettato dalla vanità ma è molto riservato e sembra a volte preso dai suoi pensieri. Dopo cinque serate, però, anche Claudio Baglioni da robot di ultima generazione diventa umano. Sorride, balla, sembra divertirsi anche lui. Probabilmente ormai è la coscienza del condannato pronto a godersi le sue ultime ore, ma fa piacere vederlo alla mano. Capisce anche, mentre si aspetta il verdetto, quando bisogna improvvisare e da capoccia si prenderebbe la responsabilità di riempire il tempo.

Alle 00,25 sale sul palco Edoardo Leo. Dal Dopofestival. Momento comico: meno male che tra cinema d’autore e televisione nazional-popolare non ci sono più pregiudizi. Se Antonella Clerici va da Nanni Moretti, Favino potrebbe condurre la “Prova del cuoco”. Forse il primo caso è ancora fantascienza, consiglio alla RAI però di valutare davvero Favino nel programma più amato delle casalinghe. Potrebbe essere una scelta ben azzeccata. Tanto, come dice anche lui, porta lui la pasta.

Annalisa, Lo Stato Sociale e Ermanl Meta e Fabrizio Moro sono i finalista. Un festival di giovani, alla fine. L’età media era molto più alta, ma alla fine sorprendentemente (io ero convinta che Ron l’avrebbe spuntata) sono i giovani quelli che conquistano il podio.

Alle 00,44 non pensavo di scriverlo, ma è stato un numero veramente divertente. Sabrina Impacciatore si aggiunge alla ciurma e intonano un omaggio a Jannacci con “La canzone intelligente”. Baglioni sorprende il pubblico con un suo acuto. Momento divertente e ben studiato. Con tanto di coreografia.

Mentre aspettiamo di sapere chi sarà il vincitore e a casa si può continuare a televotare, si è scelto per una via innovativa. Niente esibizione dei concorrenti ancora in gara, ma l’orchestra sanremese può finalmente suonare e mostrarsi in tutta la sua bravura.

Alle 01 di notte viene conferito il premio della critica di Mia Martini. Ron vince il premio più ambito. Lo Stato Sociale ha vinto il Premio Lucio Dalla dalla sala stampa. Ornella Vanoni prende il premio per la migliore interpretazione. Premio Sergio Bardotti (premio degli esperti) va al cantante di Sanremo Giovani a Mirkoilcane. Il premio Bigazzi alla migliore composizione musicale viene vinto da Max Gazzè. Per il brano più ascoltato su TIM Music vincono Ermal Meta e Fabrizio Moro.

Alle 1.18 vincono Ermal Meta e Fabrizio Moro.

E tu cosa pensi di questa ultima puntata del Festival di Sanremo 2018?

Articoli Correlati