Portobello: recensione e commento al nuovo remake del programma

di Claudia Lisa Moeller

“Portobello” è il programma di RAI 1 condotto da Antonella Clerici in prima serata il sabato sera.

Abbiamo aspettato un po’ prima di pubblicare questa recensione, perché siamo ancora adesso un po’ indecisi sul giudizio su “Portobello”. “Portobello” infatti è una trasmissione confusa, a dir poco. Non si capisce nemmeno cosa stiamo guardando esattamente.

Un momento è un programma strappalacrime, dove fratelli divisi e figli dispersi cercano i loro genitori e il momento dopo è il momento freak show. Invenzioni improbabili come la coperta che fa ben capire al coniuge addormentato e anche poco propenso alla chiacchiera se c’è via libera o meno.

Partiamo, però, prima con calma. “Portobello” per molti è un programma di cui si conosce solo il nome, forse la sigla e molto più probabilmente la triste vicenda giudiziaria di Enzo Tortora, precedente conduttore della trasmissione. L’originale “Portobello” (come il nome ricorda) doveva essere una specie di bazar (come quello londinese a cui si deve il nome del programma) televisivo. L’idea del programma prevedeva due tipi di personaggi. Chi voleva cercare di vendere le proprie invenzioni o oggetti e chi cercava rarità o peculiarità. La gag del programma era un pappagallo incapace di ripetere “Portobello” e il pubblico doveva cercare di vincere la timidezza del pennuto, affinché pronunciasse la fatidica parola. Ancora reperibile online il momento in cui una signora convince il pappagallo a dire: “Portobello”

Comunque “Portobello” torna in onda su RAI 1 con Antonella Clerici. Nel 1987 chiudeva l’ultima edizione del programma condotto da Enzo Tortora, nel 2018 è tornato. Ma cosa? Quello che vediamo è un “Portobello”, un bazar di idee e format diversi. Vediamo appunto assieme il più strappalacrime show che cerca di unire cocci di cuori infranti e parenti dispersi in giro per il mondo fino ai talenti allo sbaraglio. Insomma forse qualcuno avrebbe dovuto comprare meno roba e cercare di limitarsi ad un programma più lineare e anche meno contorto dove i generi si mischiano e alla fine non si comprende granché.

Alla confusione generale notiamo anche che trai vari acquirenti ci sono diversi VIP che con questo o quel pretesto cercano/comprano questo o quell’oggettino. Di nuovo la struttura bazar aperta a tutti, il motivo per cui “Portobello” è visto da alcuni come l’antesignano di molti altri programmi venuti poi intorno alla gente normalissima, è tradita per una formula ibrida che non soddisfa nessuno e che lascia tanti dubbi e perplessità. Perfino la gag del pappagallo muto viene ora proposta solo ai VIP e non agli astanti nel pubblico. Ricordiamo che sì, un’attrice come Paola Borboni convinse l’uccellino a parlare, certo non fu l’unica a provarci.

Antonella Clerici poi non pare proprio un’imbonitrice e anzi guarda con non poca perplessità tutto quello che le accade intorno. D’altronde come congiungere assieme momenti di pura emotività con l’idea della coperta a strisce alterne?

Voto a “Portobello”? 5: come molti remake delude le aspettative. Non si capisce cosa ci fosse di tanto eclatante.

E tu cosa ne pensi di “Portobello”?

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