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Filippo Graziani: “Racconto la mia generazione a Sanremo 2014”

scritto da Laura Boni

A volte anche le cose belle fanno male” canta Filippo Graziani nel brano con cui è riuscito a conquistarsi uno degli ambitissimi posti nella categoria Nuove Proposte a Sanremo 2014; figlio d’arte del cantautore Ivan Graziani, Filippo salirà sul palco dell’Ariston con il brano Le Cose Belle, per raccontare la propria generazione: giovani cresciuti in uno mondo analogico dalla televisione commerciale e che cercano di trovare il proprio posto in una realtà digitale.

Ecco l’intervista esclusiva per Ginger Generation: 

Sanremo è un sogno o un trampolino di lancio necessario?

In realtà un po’ tutti e due. Sanremo è un palco così importante, 64 edizioni non sono poche, che se sei un musicista prima o poi ti balena l’idea di farlo; dall’altro lato se sei un cantautore in Italia e vuoi farti conoscere senza passare dai talent, c’è rimasto solo Sanremo.

Cosa ti aspetti da Sanremo?

Spero che la canzone piaccia e di poterla cantar più volte possibile e che serva da trampolino per far conoscere il disco e il mio mondo musicale.

La tua canzone si chiama “Le cose belle”, quali sono per te le cose belle?

Le cose belle che ti danno la possibilità di crescere e di migliorarti; io sono un nostalgico legato al passato, quindi sono anche le cose legate all’infanzia.

Sei figlio del cantante Ivan Graziani, qual è la cosa più importante che ti ha insegnato tuo padre?

Di arrivare puntuale! Sia nella vita che nel lavoro. La correttezza e la puntualità, quando ci si approccia al lavoro sono due cose che servono molto più di tanti consigli astratti.

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Cosa pensi dei talent show, non li faresti?

No, no, no. Non sarei a mio agio, non ho una personalità televisiva, non sono capace di piangere a comando, odio aprirmi più del dovuto. In un programma come Amici non mi inquadrerebbero. Il bello di Sanremo, invece, è che la televisione è un mezzo che serve alla musica e non il contrario; in molte situazioni sono i meccanismi televisivi a prevalere sulla musica. A Sanremo puoi andare con la tua personalità, la tua canzone, i tuoi arrangiamenti. Puoi essere te stesso.

Nel video fai pugilato, perché? Contro cosa combatti?

Combatto per rimanere una persona equilibrata, che è una lotta e una sfida molto dura. Il pugilato mi mantiene in equilibrio; quelli che vedete nel video sono davvero il mio coach, la mia palestra, non ho recitato.

Come sarà il tuo look al Festival, ho letto che indosserai Armani?

Con le stylist di Armani c’è stata subito un’intesa, a quei livelli riescono a capirti solo guardandoti. Ho diverse opzioni e sono tutti abbastanza eleganti, ma ogni look ha qualcosa di particolare, come scarpa originale o la giacca con un tocco diverso. C’è sempre la serietà e l’eleganza che contraddistingue Emporio, ma con qualcosa che le sdrammatizza.

Quindi non un look sopra le righe?

Per me il Festival è una delle poche occasioni in cui ti puoi mettere la cravatta; se penso ai Sanremo del passato, degli anni 60’, in cui tutti erano molto eleganti e raffinati. Vorrei ispirarmi a quel look, ovviamente senza mai prendersi troppo sul serio.

Guarda il video di Filippo Graziani di Le Cose Belle: