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Fan di Vasco, ditegli che il mondo non fa schifo!

scritto da admin

"La realtà che vedo mi fa schifo, è triste e odiosa. Per questo ho rivalutato i sogni e le illusioni che aiutano a vivere meglio: credere in un amore, una donna, un rapporto, avere una fede, magari non vera o sbagliata. L’importante è crederci. Vivi meglio.”  Parola di Vasco Rossi, che commenta così, in un’ intervista concessa al Corriere della Sera il 27 marzo, il nuovo album, "Il mondo che vorrei", e continua: “La realtà è veramente pessima: non solo mortifica moltissimo le aspirazioni umane, ma non pone limiti alla sofferenza. Lo so, è una presa di coscienza un po’ amara. Bisogna accontentarsi. A me la cosa non piace per niente. L’uomo normale non ha scelta, soffre, l’artista si ribella all’idea di non poter spiccare il volo. Io spero solo che alla fine della corsa ci sia un angelo o un rock and roll ben riuscito".

Il sogno della vita spericolata si è schiantato contro la realtà
Ma è lo stesso cantante di “Vita spericolata” questo? No, quel sogno di “volare sempre senza tempi morti come nei film, dove si vedono solo cose belle e importanti e mai banali” sembra essersi schiantato contro la realtà. Una realtà che contiene anche la sofferenza, l’ingiustizia, l’ipocrisia… e che non può essere ignorata nemmeno correndo. Anche perchè un giorno ci si deve per forza fermare, vuoi per un guasto al motore, vuoi perchè hai ormai cinquantasei anni (Vasco li ha compiuti il 7 febbraio), o vuoi perchè forse è il caso di farlo, perchè ti accorgi che stai sbagliando qualcosa, soprattutto che ti stai perdendo qualcosa.
 
L’illusione di bruciare i minuti per non fermarsi a pensare
Vasco aveva un sogno, impossibile. Si illudeva di poter vivere sempre al top, consumando un’esperienza dietro l’altra, senza mai tregua, pausa. Sperava, in questo modo, di vivere come dentro a quel sogno, alienato dal mondo reale. Si faceva prendere dalle esperienze, meglio se oltre il limite del consentito, voleva vivere una vita spericolata per non avere il tempo di pensare, riflettere, per avere la mente sempre concentrata sul momento da bruciare, anestetizzando le paure, le inquietudini, le domande che ogni uomo si pone.
 
"Non si può spingere solo l’acceleratore, bisogna anche frenare"
Già, non è facile guardare in faccia alla sofferenza, all’ingiustizia, a un realtà che non piace. Ci spinge troppo a pensare, e noi non vogliamo. Perchè, se i pensieri sbagliano percorso, fanno molto male. E allora ecco che è meglio vivere quella "vita spericolata" che cantava. Anche ora Vasco ammette, in un’intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni, che "il mio problema è la testa. Per stare bene devo essere occupato. Devo avere qualcosa da fare, una cosa qualsiasi. Anche mettere ordine nella rubrica del telefonino", però c’è una differenza: ora capisce che "Non si può spingere solo l’acceleratore, bisogna anche frenare… ci si deve accontentare". Insomma, la sua corsa spericolata è terminata, è tempo di scendere, con la consapevolezza di aver provato di tutto nella vita: “Mi sento un sopravissuto in tutti i sensi… ho vissuto molto intensamente anche perché credevo di avere una vita breve. Ho fatto un sacco di esperienze e cambiato molti modi di vivere: ho vissuto da sconosciuto, da povero, da ricco e famoso. Da montanaro, da studente, da deejay e da rockstar. Mi sembra che Dio mi abbia concesso una vita veramente molto varia e lunga… o forse si è dimenticato di me.”
 
"La realtà fa schifo, meglio rifugiarsi nei sogni"
E proprio ora che finisce la corsa, Vasco si schianta contro la vita vera, fatta anche di sofferenza e bruttezza. E’ arrivato per lui il momento del disincanto e si sente come imprigionato in questa realtà da cui prima preferiva evadere. Ma il momento della "veglia" è breve, perchè la realtà proprio Vasco non la accetta e non trova altra soluzione che tornare a rifugiarsi nei sogni o, meglio, nelle illusioni, per poter andare avanti. Proprio come sulla copertina dell’ultimo album, apre un poco, impaurito, la porta della sua illusione, ma non ha il coraggio di oltrepassarne la soglia. Sì, si nasconde proprio in quel mondo che vorrebbe e nel rock, grazie al quale urla la propria inquietudine, trova un conforto (temporaneo), e che è anche l’unico senso che ha trovato per questa vita, ciò che lo salva.
 
Ma il mondo fa proprio così schifo?
Ma il mondo fa proprio così schifo? Non è invece variopinto? Fatto sì di ingiustizia, ma anche di correttezza; sicuramente di sofferenza, ma anche di felicità? Così come c’è tanta indifferenza e menefreghismo, non esistono anche tante persone sensibili verso gli altri? Diamo a Vasco dei segni di speranza da cantare!
 
I sogni come rifugio o come trampolino di lancio per realizzarli? 
E poi rifugiarsi nei sogni è proprio l’unica possibilità che abbiamo per vivere? E’ giusto arrendersi a una realtà che non ci piace, assumanedo un atteggiamento di sconfitta, vittimismo, disfatta? O è meglio affrontarla con coraggio, impegnandosi a migliorarla? Certo, il mondo è pieno di macchie nere, ma perchè non essere noi stessi quelle chiazze di colore che spezzano la sequenza? E poi chissà, qualche schizzo variopinto può colpire anche le persone che ci stanno intorno e i luoghi che frequentiamo, soprattutto se siamo personaggi famosi con milioni di fan come Vasco!
 
Il segreto sta nel "dentro"
Vasco ha capito una cosa importante però: "In verità mi accorgo che non abbiamo bisogno di cose, oggetti, ma di situazioni "dentro". Ed eccomi qui a ringraziare il cielo e le chitarre. Se stai bene dentro è ok anche una modesta capanna, ma se vivi in una villa grandissima e il tuo riferimento è Bill Gates, sei finito". E’ vero, la nostra felicità dipende dal “dentro”, non da ciò che possediamo, da ciò che ci sta attorno: sta tutto lì il segreto! E allora non può essere che questo dentro a volte sia buio e allora vede tutto nero anche ciò che sta fuori?
 
"La vita è già un grande miracolo di per sè", basta ricordarselo!
Mica facile, direte voi! Certo, ma Vasco, anche se forse non se ne è ancora accorto, la soluzione in tasca già ce l’ha: "Dio, il cielo, il caso, la natura, non so. C’è un mucchio di gente che chiama tutte queste cose “Dio”, perché non posso farlo anch’io? Non ho una fede, ma invidio quelli che ce l’hanno. Non importa che Dio esista oppure no: intanto loro stanno meglio perché credono che esista. In fondo la faccenda è tutta qui, perché se guardi la vita per com’è, alla fine è solo crescere, soffrire e poi morire. Comunque, senza andare a cercare tanto nei cieli, direi che la vita è già un grande miracolo di per sé. Se poi ci aggiungi i sogni e le aspirazioni umane, ci sono un sacco di cose belle". Già, la vita è già un grande miracolo di per sè, cerchiamo di indossare sempre questi occhiali quando ci guardiamo intorno!