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Colazione da Tiffany: il mito di Audrey compie 50 anni

scritto da Francesca Parravicini

1961, New York, mattina, la città dorme ancora. Da un taxi scende una donna bellissima. Fragile come usignolo, avvolta in un lungo abito nero, ingioiellata in perle e diamanti, cammina quasi trasognata e si ferma di fronte a una vetrina di Tiffany & Co a osservare le meraviglie scintillanti oltre il vetro, mangiando un danese e bevendo un caffè con aria distratta. Poi come è venuta se ne va, una musica nostalgica suona in sottofondo. Questo è il celeberrimo inizio di una delle commedie più raffinate e celebri della storia del cinema: Colazione da Tiffany. Un film che compie 50 anni ma non ne dimostra affatto.

Forever Audrey

Oltre ad una sceneggiatura perfetta (certo superiore a quelle di molte commediole d’oggi) Colazione da Tiffany può vantare l’attrice simbolo del cinema americano, Audrey Hepburn. Nei panni dell’eccentrica e un po’ naive Holly Golightly, volubile e fragile, donna mondana amante del bello ma allo stesso tempo bambina da proteggere, ha dato al mondo la sua interpretazione migliore. Ed è diventata un’icona di stile: i costumi disegnati da Hubert de Givenchy, primo tra tutti il tubino nero indossato all’inizio del film, sono una gioia per gli occhi. A fare da contorno perfetto è la bellissima colonna musicale di Henry Mancini che,con la struggente Moon River, tema principale della pellicola, ha vinto un Oscar. Tutto semplicemente perfetto. In occasione dei 50 anni del film l’Academy of Motion Pictures Arts ne ha realizzato un’edizione digitale, presentata il 29 luglio al Samuel Goldon Theater di Beverly Hills; in Italia sarà proiettata al Festival del cinema di Roma (27 ottobre-4 novembre) con una retrospettiva dedicata ad Audrey. E come se non bastasse la Integrity Toys propone una linea di bambole in edizione limitata con le fattezze e gli abiti della adorabile Holly. Ne voglio una!