Adam Lambert:: "A volte la vita è come un enorme liceo"

di Alice Ziveri

Siamo abituati a vederlo sul palco, con i costumi sgargianti, i glitter e il trucco pesante, la voce potente e impeccabile, una sicurezza sorprendende e la padronanza della scena che solo chi ha è stato sotto i riflettori per anni può avere.
Ma giù dal palco Adam Lambert, ventottenne originario dell’Indiana, è un ragazzo dolcissimo dagli occhi del colore del mare greco, che mi accoglie con una stretta di mano calorosa e un sorriso raggiante. Porta un paio di jeans, una t-shirt e una camicia scozzese blu e rossa, solo un po’ di nero intorno agli occhi, lo smalto consumato e degli anelli bellissimi che osservo per tutto il tempo, ripromettendomi di dirgli quanto mi piacciano (ma poi, naturalmente, mi dimenticherò).
Parla con trasporto, ride sempre e sorseggia una bevanda calda non meglio identificata.

L’intervista

E’ la prima volta che vieni in Italia?
No, la seconda tecnicamente. Ho passato una settimana a Bologna, a 23 anni.

In vacanza?
No, stavo facendo un musical. All’Opera della città… Tiatro Comunal?

Ah, Teatro Comunale!
Ecco.. provo a fare l’accento giusto, ma faccio schifo! (ride)

Ma no, andava bene! Sei riuscito a fare un giro a Milano?
Non ancora, sono appena arrivato. Ma domani ho la giornata libera qui, quindi andrò a fare shopping, comprerò un sacco di vestiti… oddio, non vedo l’ora! E poi berrò tanto vino… e domani è il Thanksgiving americano, che è una grande festa della famiglia da noi, quindi andremo tutti a cena insieme, io, la band e i ballerini.

Thanksgiving in Italia.. è strano! Mi sa che dovrete fare a meno del tacchino ripeno, ma poco importa!
Sì, è un ottimo modo per passare il Ringraziamento! E beh, sai, basta trovare del buon cibo!

Hai già incontrato i fan italiani?
Non ancora, li incontrerò stasera e sono davvero impaziente! Sai, la cosa più bella di essere in tour è riuscire a vedere la gente di ogni città in cui arrivi. Capita che a volte io non possa neanche fare un giro, a vedere la città in sè, ma incontrare i fan del posto dove ci si trova è un ottimo modo per rendersi conto della comunità e della cultura del luogo. Devo dire che io osservo e studio davvero la gente quando sono sul palco, è interessante vedere come reagiscono a certe canzoni, certe parole, certi movimenti.

Avendo girato il mondo in lungo e in largo ti sarai trovato faccia a faccia con culture diversissime… è in qualche modo una fonte di ispirazione?
Beh, lasciati dire che ultimamente sono molto ispirato da tutti i ragazzi carini fra il pubblico… è fantastico!  E qui in Europa è meglio che ovunque altro, quindi… mi ha messo un bel sorriso in volto! (ride)

Beh ci sono un po’ di bei fanciulli fuori in coda…
Davvero? Beh, parlando seriamente, ragazzi o ragazze che siano, sono felice di avere persone che conoscono i testi delle mie canzoni, e che sono emozionate di essere qui… sono così appassionati, e vedere quella passione è davvero esaltante, mi aiuta a darmi la carica, mi infonde energia e fa sì che io voglia dare tutto il meglio.

Tu sei mai stato un fan così accanito di qualcuno?
No, mai! Non ci sono mai passato… Infatti non riesco a capirlo completamente, ma sono molto lusingato.

Quali sono le cose più pazze che dei fan abbiano mai fatto per te?
Beh, ci sono fan americane che mi stanno seguendo attraverso tutto il tour europeo. E’ fantastico, e sono contento che abbiamo l’opportunità di venire qui in vacanza e usarmi come scusa! (ride) Ce n’erano alcune a Parigi che erano tutte emozionate… "Oddio, siamo a Parigi!!"
E io, "Oddio, anch’io!!"

Non ti sei mai trovato in situazioni imbarazzanti, magari per via di abitudini diverse di cui non avevi idea, in un paese straniero… sai, per esempio in Asia la gente è difficile al contatto fisico, a volte gli occidentali si trovano spiazzati…
Ah sì, è un po’ diverso, però sai è divertente, perché per esempio i fan che ho incontrato a Tokyo erano molto fisici.  Se sei fortunato, riesci a trascendere certe barriere culturali… e alla fine penso che sia la mia musica, che io come artista sono un po’ diverso, quindi probabilmente attiro un pubblico con una mentalità più sciolta… io cerco di creare intorno a me un’atmosfera di libertà, di apertura.

Parliamo un po’ del tuo album. Si può dire che sia un misto di generi e stili diversi, come è nato e come si è sviluppato un progetto così vario?
Beh, durante American idol mi sono esibito in tantissimi generi diversi… ho fatto molto classic rock, poi una canzone come Mad World che è più new wave, ho fatto cose acustiche… ed avendo messo in gioco una tale varietà di stili durante lo show, volevo un disco che lo rispecchiasse.  Non volevo, con l’album, allontanarmi troppo da quello che sono stato durante lo show, qualsiasi cosa che mi abbia portato fan e che abbia fatto divertire la gente…
Ma al tempo stesso era molto importante per me fare qualcosa di contemporaneo, di moderno, mentre molta della musica che ho portato là faceva parte di un repertorio retro, a causa della voce che ho. E’ stata una sfida interessante quella di unire cose vecchie e nuove.
Ci sono diverse influenze anni ’70 e ’80, rock, ma mescolate ad un sound pop più moderno, con i suoi ritmi e la produzione che ci sta dietro… insomma, volevo qualcosa di diverso. Ci sono canzoni molto pop e radiofoniche, ma in generale posso dire il disco che ha un sapori diversi.

Hai dei nomi non da nulla fra le collaborazioni… Matt Bellamy, Pink, Linda Perry, Lady Gaga… come è stato sapere che volevano lavorare con te?
E’ stato un enorme complimento! Uno dei momenti clou è stato sedersi in studio con Gaga. E’ davvero una persona intelligente e molto entusiasta… abbiamo parlato di musica, del mercato musicale, del percorso che ha fatto lei negli ultimi due anni per arrivare dov’è ora. Mi ha dato dei consigli. E’ davvero grandiosa. Poi abbiamo buttato giù un paio di whisky e abbiamo registrato i pezzi. (ride)

E quale sarebbe il non plus ultra delle collaborazioni?
Oh, adorerei scrivere con David Bowie, sarebbe eccezionale. Ha un sacco di idee geniali. Non so, ci sono un paio di persone con cui mi piacerebbe lavorare al prossimo album, ma ancora non sono sicuro.

Sta per uscire un album acustico, vero?
Sì, un EP. Ci saranno alcune versioni acustiche di For Your Entertainment: Whataya want from me, Music again, Mad World, chi non fa parte di For Your Entertainment ma che avevo fatto ad American Idol… poi c’è Aftermath ("Indomani").
E’ un pezzo che ha un forte significato per me, l’ho scritta io insieme ad alcuni amici.  Fra l’altro.. non so se hai sentito che ci sono stati diversi casi di bullismo negli Stati Uniti ultimamente… penso che questa canzone sia perfetta. L’idea, nello scriverla, era quella di dire: prendi l’iniziativa e sii quello che sei, sii te stesso, sii vero con te stesso e con le persone che ami. Anche se a volte fa paura ed è difficile, nell’indomani troverai sollievo e salvezza.

E’ una bellissima canzone e un bellissimo messaggio. Volevo proprio chiederti di questo… hai preso parte al progetto "It gets better", con un video dove dici come anche una persona famosa come te sia in qualche modo vittima di bullismo, anche se in maniera diversa da quello che tocca i ragazzi a scuola. Come convivi con tutto questo?
Beh a volte è dura, sai. In sostanza devi soltanto ignorarlo, cos’altro puoi fare? Se sprechi troppe energie a rispondere o se lasci che la cosa ti influenzi, stai consegnando la vittoria a quelle persone, come dico nel mio video. Sì, è diverso da quello che vivono questi ragazzi, sono sicuro che per loro è molto più dura.. io ho qualcosa di molto forte a cui aggrapparmi per supporto, ora come ora.. ma la vita a volte è come un enorme liceo.  Ci sono persone che non maturano poi così tanto, sai… per lo meno quelle piene di odio e ignoranza… quelle persone non smettono mai di comportarsi come liceali, in qualche modo. Quindi… devi solo lasciarle perdere.

Tu sei uscito da un talent show, e non so se anche negli US, ma in Italia molta gente è scettica sui cantanti che diventano famosi grazie a questi programmi. Credi che davvero manchi loro qualcosa rispetto a chi emerge in modo "tradizionale"?
Sì, penso che sia così ovunque. Non penso si possa generalizzare però.  La bellezza di un competizione televisiva è che puoi usarla per avere visibilità, come luogo di esposizione. Io faccio musica da tantissimo tempo, inizialmente ho fatto teatro, poi ho cominciato a scrivere cose mie, ho avuto una band per qualche tempo, poi ho iniziato a registrare… ma quello di cui mi sono reso conto molto rapidamente è che è davvero difficile farcela del mercato musicale.. soprattutto in America… soprattutto per qualcuno come me. Sono abbastanza diverso da quello che si è abituati a vedere… e l’amministratore delegato di una casa discografica, nel suo smoking, non mi guarderà mai dicendo "Ah sì, quello lì è chiaramente una popstar." .
Io avevo bisogno di trovare una via d’ingresso, e di usare il potere dei fan e del pubblico. E sapevo che se fossi riuscito ad entrare a American Idol mi avrebbe aperto tantissime porte , ecco perché ho fatto le audizioni.

Quanto conta il look per una popstar?
E’ importante. Per me il vestirsi in modo eccentrico è quasi divertente tanto quanto cantare. Amo la moda, lo styling, sai… mi piace truccarmi e, insomma, è divertente!

Mi odierai per questa domanda e te l’avranno chiesto un miliardo di volte… hai detto che ti piace Bill dei Tokio Hotel, no?
Sì, è carino!

c’è una specie di lotta fra le loro fan, alcune sono anche tue fan, mentre altre non ti sopportano perché pensano che tu stia cercando di imitarlo. Cos’hai da dire a queste persone?
Sì, ho sentito, ma è ridicolo, non c’è davvero nulla su cui litigare! Abbiamo gusti simili, e… non capisco proprio cos’è che ossessiona così tanto le fan! (ride)
Ho iniziato a vestirmi come un pazzo e ad ascoltare la musica che ascolto ben prima di venire a sapere chi fossero i Tokio Hotel. Si potrebbero prendere alcune popstar donne e magari fare paragoni… non so, potresti guardare Beyoncé e Rihanna e trovare un paio di cose simili, o simili abiti che hanno indossato… ma nessuno sta copiando nessuno! E’ solo moda e stile. Ad entrambi piace il nero, entrambi vogliamo essere carini… tutti qui! (ride) E facciamo tutti e due i cantanti. E poi, io canto dal vivo. Lui canta dal vivo?

Non sempre. Di sicuro tu hai una voce ben più potente…
…Non l’ho detto io! Non voglio fare arrabbiare nessuno. (ride)

Hai mai pensato di registrare le tue canzoni in un’altra lingua?
Uhm… No, ma sarebbe una bella prova. Ho già cantato in altre lingue… sarebbe figo. Ho cantato in italiano! Al liceo ho fatto canto lirico, per tipo un anno e mezzo, quindi ho imparato l’italiano, il latino, mi sembra di avere fatto una canzone in francese…

Qual è il pregiudizio più sbagliato che la gente ha su di te?
Mah, non so neanche più quali siano i pregiudizi della gente. All’inizio ero tutto un "oddio, chissà cosa penserà la gente!"  Adesso lascio correre, fondamentalmente. Boh, tu cosa pensi?

Non lo so… forse proprio quello su Bill?
Ah sì, quella è proprio grossa. Ma penso che sia semplicemente successo che durante qualche intervista mi abbiano chiesto chi mi piacesse, e la mia reazione onesta sia stata di dire "Beh, Bill è un bel ragazzo." Lo è, no? Non sto cercando di rubarlo alle fan, possono stare tranquille! Fra l’altro è etero, no? Esatto. (ride)

Ok, basta Bill! Quali sono le cose che proprio non puoi sopportare?
Uhm… odio la disonestà. Quando la gente mente, mi dà davvero fastidio. E detesto quando parli a qualcuno, e quello non ti guarda negli occhi. E’ strano, mi verrebbe da dirgli "Ehi, va tutto bene, puoi guardarmi!"

Tre dischi che tutti dovrebbero avere?
Tre dischi di sempre? Oddio, bella domanda. Direi Dangerous di Micheal Jackson… Ray of light di Madonna… e un Greatest Hits dei Queen, con tutte le canzoni più belle. Sì, Micheal Jackson, Madonna e Freddy Mercury mi sembra un’ottima combinazione.

Come ti vedi tra dieci anni?
Spero ancora a fare musica. Esibirmi è qualcosa che amo profondamente, amo cantare, amo scrivere, amo l’idea stessa di stare in studio e tutto il processo che sta dietro ad un disco… vorrei imparare di più in materia di produzione… amo fare i video, i concerti… magari prima o poi proverò a fare qualche film, chi lo sa.

Beh, venendo dal teatro..
Sì, sarebbe forte. Mi piace anche recitare, ho fatto entrambe le cose, quindi… sarebbe bello, però sicuramente al primo posto c’è la musica.

C’è qualche speranza di rivederti presto in Italia?
Lo spero! Ci sarà un album nuovo l’anno prossimo, quindi quando uscirà farò tutti i miei giri e … beh, spero che anche qui le persone vorranno ascoltarlo, così potrò tornare, salutare e magari restare più di un giorno soltanto!

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