The Hate U Give: l’intervista con il regista George Tillman Jr.

di Federica Marcucci

Rivelazione. Forse potrebbe essere questo l’aggettivo più adatto per descrivere The Hate U Give. Perfettamente in linea con la contemporaneità, il film di George Tillman Jr. ci presenta non solo una storia di denuncia contro il razzismo, ma anche un personaggio femminile straordinario interpretato da Amandla Stenberg.

Tratto dall’omonimo romanzo di Angie Thomas, The Hate U Give racconta la storia di Starr, una giovane afro-americana divisa tra il mondo wasp (in inglese, bianco anglosassone di religione protestante) della scuola e quello della sua comunità. Fermamente convinta della necessità di mantenere i suoi due mondi separati, la ragazza sarà costretta a prendere posizione dopo la morte di un amico per mano di un poliziotto.

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Dopo aver visto il film abbiamo anche avuto l’occasione di incontrare il regista di The Hate U Give, George Tillman Jr.. Un’occasione incredibile in cui abbiamo avuto di parlare con lui di alcuni importanti aspetti riguardanti il ruolo di Amandla Stenberg e la sua interpretazione, ma anche il significato della musica nel film.

Guarda la nostra intervista a George Tillman Jr:

Ecco la traduzione della nostra intervista a George Tillman Jr.:

The Hate U Give è una delle poche storie che parlano di razzismo dove possiamo vedere un personaggio femminile giovane e forte che prende posizione, anche se questo significa mettere in discussione l’equilibrio dei due mondi dove vive. Quando hai deciso di adattare il romanzo qual è stata la cosa più difficile da fare affinché Starr sembrasse un personaggio realistico?

Quando abbiamo iniziato ad adattare il libro con l’autrice la cosa più difficile è stata lavorare sulle 460 pagine che lo compongono. È stato molto importante capire in che direzione andare perché c’era davvero tanto materiale buono.

Quando poi abbiamo iniziato a immaginare la storia di come Starr trova il modo di farsi ascoltare dopo l’uccisione del suo migliore amico Khalil e di come supera gli ostacoli che la portano a crescere come individuo ci siamo resi conto che si trattava di storia di crescita in cui troviamo tanti fili narrativi supportati dalla trama principale.

Questa è una delle cose più importanti e la più difficile ma ce l’abbiamo fatta perché avevamo una linea guida capace di supportare tutta la sceneggiatura.

Nel film sentiamo diverse volte la frase di Tupac “Thug Life significa ‘l’odio che dai ai bambini ci frega tutti’”. La musica è un aspetto molto importante nel film, strettamente connesso ai due mondi in cui Starr vive. Puoi dirci in che modo la musica contribuisce a descrivere entrambe queste realtà?

L’aspetto musicale è molto di supporto e il film stesso ci diceva dove usare la musica oppure no. La vera trovata è stata usare Tupac e la sua musica praticamente all’inizio della storia, ma anche richiamare la sua filosofia nel corso della narrazione. Avevamo bisogno che la sua musica fosse davvero presente nel corso del film; inoltre abbiamo fatto in modo che la musica descrivesse i due differenti mondi: la scuola privata per bianchi in contrapposizione alle feste di Garden Heights. Volevamo perciò che ci fosse un cambiamento di registro tra queste due realtà, sia dal punto visivo ma anche musicale.

Questo culmina, fino alla fine, con il pezzo di Arlissa “We Won’t Move” che parla di alzarsi in piedi e far sentire la propria voce. Questo è il modo in cui la musica è riuscita ad amalgamarsi nel film.

La performance di Amandla Stenberg è incredibilmente vera e potente. Come è stato lavorare con lei sul set?

Lavorare con Amandla Stenberg è stato fantastico. Quando l’ho incontrata per la prima volta sapevo che stava leggendo il libro. L’ha letto mentre anche io lo stavo leggendo, non era neanche stato pubblicato. Aveva avuto una prima versione del romanzo e io ho pensato a quanto fosse incredibile che una ragazza di 17 anni si documentasse per cercare nuovo materiale.

Così lei è arrivata e io ero stupefatto dal suo carisma, dalla sua bellezza e dalla sua dedizione. La cosa più importante che lei iniziò a dirmi riguardo al suo ruolo fu della sua esperienza in una scuola privata per bianchi in California. Mi raccontò della sua sensazione di dover cambiare costantemente modo di essere e del suo imbarazzo nel rivelare da dove venisse. Da qui è partita la base del personaggio, come sei lei fosse davvero Starr Carter. Da quel momento mi sono reso conto che era lei la persona giusta per interpretare il film. Non ho mai considerato altre attrici per il film, poteva essere solo lei.

The Hate U Give è diretto da George Tillman Jr. Nel cast Amandla Stenberg, Regina Hall, Russell Hornsby, Issa Rae, KJ Apa, Algee Smith, Sabrina Carpenter, Common e Anthony Mackie. Presto sapremo quando il film uscirà nelle sale italiane.

Andrete a vedere The Hate U Give al cinema?

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