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Sailor Moon: chi è Kousagi e qual è il messaggio nascosto nella sua storia

scritto da Giovanna Codella
parallel sailor moon

Vignetta tratta dalla storia breve ‘Parallel Sailor Moon’. © Naoko Takeuchi / Kodansha.

Sebbene Parallel Sailor Moon sia nato come una storia breve per celebrare l’anno del Coniglio (1999), essendo materiale ufficiale, possiede una valenza narrativa equiparabile a quella del manga regolare.

Al centro di questa narrazione troviamo Kousagi Tsukino, la secondogenita di Usagi e Mamoru. A differenza della più composta e studiosa Chibiusa, Kousagi è il ritratto della madre: buffa, dotata di una simpatia travolgente e di una personalità decisamente caotica.

Ama mangiare leccornie tutto il giorno, detesta fare i compiti e ha un gruppo di amiche (che sono le figlie delle altre Sailor Senshi) che la trattano con cinismo e superficialità, rendendola un personaggio molto vulnerabile e particolare, distante dalla solennità regale del Silver Millennium.

È lecito dunque domandarsi: e se l’autrice avesse nascosto un messaggio per i lettori, mascherandolo da parodia? Il finale di Sailor Moon Crystal, d’altra parte, ha lasciato un senso d’incompiuto nelle avventure di Usagi Tsukino ed è qui che  forse  può inserirsi questa tenera storia che nella saga potrebbe occupare un ruolo più importante di quello che sembra.

Perché Sailor Moon ha una seconda figlia?

La nascita di una secondogenita scardina quello che molti fan considerano un dogma immutabile ovvero che ogni regina del Regno Argentato possa avere una sola figlia. Tuttavia, la proiezione futura di Sailor Moon, ovvero la Nuova Regina Serenity, vive in una realtà in costante rimodellamento.

Uno degli indizi più chiari (ma non l’unico) di queste modifiche è l’evoluzione degli scettri: le interazioni tra passato e futuro creano paradossi per cui Sailor Moon nel presente ottiene lo Spiral Moon Rod perché glielo fornisce la sua versione del XXX secolo, mentre la Regina Serenity impugna l’Eternal Tiare soltanto dopo che Usagi e Mamoru vengono incoronati ad Elysium nell’arco dei sogni.

Questo dimostra che ciò che accade a Crystal Tokyo non è un film già registrato o un libro già scritto, ma una traccia continuamente modificabile in base a ciò che accade nel XX secolo. Giunta al Galaxy Cauldron, poi, Usagi compie un atto di profonda rottura da tutto ciò che le era stato imposto.

Sailor Moon si separa sia dalla minaccia di un futuro di solitudine in cui avrebbe utilizzato le amiche solo come delle batterie viventi, in qualità di Sailor Cosmos, sia dalla visione dell’algida Neo Queen Serenity che ha incontrato nel secondo arco, cambiando per sempre il corso della storia.

Scegliendo di “Vogliamo continuare a vivere così come siamo ora”, quindi, Usagi avrebbe rifiutato la perfezione di una divinità assoluta per continuare a condurre una vita umana, almeno per altro un po’.

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Vignetta tratta dalla storia breve ‘Parallel Sailor Moon’. © Naoko Takeuchi / Kodansha.

Il matrimonio e la gravidanza anticipati

Le modifiche sul futuro si riflettono anche nella sfera privata della protagonista. La promessa di matrimonio fatta da Mamoru all’aeroporto lascia intuire il suo desiderio di sposare la sua amata al massimo entro 1 o 2 anni, al termine del suo viaggio di studi.

Nonostante quel viaggio non sia mai avvenuto a causa dell’attacco di Galaxia, gli eventi della battaglia finale hanno suggellato quel patto, accelerando l’unione dei due innamorati. Non c’è motivo di credere che siano trascorsi altri 6 anni dopo quella promessa, al contrario, quanto accaduto ha bruciato le tappe del protocollo reale.

Perciò, quando i due  giovani si sposano, Usagi avrebbe circa 18 anni e questo spiegherebbe il paradosso visivo nel finale del manga e di Crystal. Poco prima del matrimonio, infatti, Crystal Tokyo appare fuori dalla finestra solo come un miraggio che svanisce lasciando spazio alla Tokyo attuale. La rivelazione della nuova vita che cresce dentro Usagi – presumibilmente si tratta di Chibiusa – proprio durante le nozze è il colpo di grazia alla vecchia cronologia.

Secondo il racconto di Re Endymion, la bambina sarebbe dovuta nascere quando Serenity aveva 22 anni in un mondo già “cristallizzato” o quasi. Lo stupore di Mamoru al matrimonio conferma che la “piccola Sailor” sta arrivando prima dei tempi previsti, dando una maggiore possibilità all’esistenza di Kousagi che così potrebbe essere la figlia di un’eroina che ha scelto di vivere la sua giovinezza e una seconda maternità prima di indossare la corona.

Inoltre, il fatto che in Parallel Sailor Moon l’età delle guerriere Sailor sia segreta, suggerisce che per loro il processo d’invecchiamento stia procedendo normalmente. Sembrerebbe proprio che le guerriere siano diventate delle donne adulte e umane e che, per vanità, nascondono i loro anni.

Perché tutte le Sailor sono vestite da sposa?

Makoto, Ami, Rei e Minako sembravano pronte a sacrificare i loro sogni individuali (aprire un negozio di fiori, diventare medico, prendere il posto del nonno, diventare una idol). In tanti momenti, inoltre, le guerriere hanno lasciato intendere che avrebbero rinunciato a vivere una relazione per dedicarsi devotamente al loro ruolo al servizio della Nuova Regina Serenity. Usagi, tuttavia, con il suo gesto d’integrare il caos nella vita, ripristinandone le sfaccettature, sembra aver rifiutato questo sacrificio.

Affermando “Vogliamo continuare a vivere così come siamo ora“, davanti a Guardian Cosmos nel Calderone Primordiale, Sailor Moon potrebbe aver riscritto la realtà per garantire a se stessa  una vita normale e alle amiche il tempo necessario alla realizzazione dei sogni e delle necessità umane.

L’immagine finale in cui tutte indossano l’abito da sposa non sarebbe, come è stato ipotizzato, il simbolo della totale ed eterna devozione alla protagonista, ma quel diritto alla propria felicità individuale che è stato restituito ad ognuna. E in effetti in Parallel Sailor Moon, Makoto gestisce il suo negozio, Ami è un medico rispettato, etc.. e sono tutte sposate con delle figlie.

In conclusione: la lezione di Naoko Takeuchi

Il finale della breve storia potrebbe essere rivelatore: spinta da una gatta rosa parlante, Kousagi esclama: “Da oggi in avanti, sono una principessa! Salverò il mondo!”. Questa auto-proclamazione potrebbe suggerire che la fondazione di Crystal Tokyo stia finalmente avvenendo, ma solo ora che Chibiusa è un’adolescente e le guerriere hanno vissuto la loro maturità umana. In questo modo, quello di Neo Queen Serenity non sarebbe più un titolo ereditato passivamente, ma una scelta consapevole.

L’esistenza di Kousagi, considerata solo una parodia, realizzerebbe il vero senso della rinascita sulla Terra della principessa Serenity e delle guerriere Sailor che non era semplicemente quello di ricreare la corte del Silver Millennium, ma di permettere alle loro anime di abitare finalmente la quotidianità.

Dato che il futuro di Sailor Moon è in continuo cambiamento sin dal primo viaggio nel tempo di Chibiusa, in definitiva, non è escluso che la Takeuchi abbia concepito un vero e proprio multiuniverso nascosto fatto di tante realtà parallele.

Perciò, il corso degli eventi e come questo viene modificato in base alle azioni dei protagonisti possono essere interpretati dal lettore a proprio piacimento. Sta a noi scegliere se credere nella perfezione di Crystal Tokyo o a una forma di calore imperfetto simile a quello Parallel Sailor Moon.

Dando la possibilità d’interpretare liberamente e lasciando un finale aperto all’opera, Naoko Takeuchi ci consegna una lezione magistrale sul concetto di destino e di libero arbitrio. Esso non è un binario rigido su cui scivolare passivamente, ma un argine che può essere modificato.