Niente polizia nelle scuole: Gelmini apre il dialogo

di admin

Il Presidente del Consiglio ha negato di aver proposto il presidio delle forze dell’ordine nelle università occupate: lo ha detto ai giornalisti presenti a Pechino, dove Berlusconi sta partecipando al vertice Asem dei paesi europei e asiatici.

Ieri l’annuncio delle linea dura con tolleranza zero nei confronti degli studenti che manifestano e occupano le scuole ha scatenato ancora di più gli oppositori del decreto Gelmini: di fronte alla prospettiva di irruzione della polizia nelle scuole, la reazione dei ribelli era stata "le intimidazioni non ci fermeranno".

Le parole del premier
 "Io non ho mai detto ne’ pensato che la polizia debba entrare nelle scuole. Ho detto soltanto che lo Stato non e’ piu’ legittimato ad essere Stato se non garantisce ai cittadini i propri diritti. Tutti hanno il diritto di protestare, ma non quello di impedire di andare a scuola a chi non vuole protestare.
E sento come un preciso dovere del governo quello di garantire i diritti dei cittadini. Con tutta la preoccupazione e la necessaria ’leggerezza’ che il caso ritiene, non possiamo non intervenire e sottrarci cosi’ al nostro dovere".

L’università chiede attenzione: Gelmini apre il dialogo
Berlusconi è anche convinto che l’università si sia mobilitata senza un vero motivo, perché in quell’ambito "non abbiamo ancora fatto niente, quindi si protesta per il puro gusto di protestare".
Forse è proprio l’esigenza di un cambiamento che ha spinto tanti giovani nelle piazze d’Italia, e per venire incontro ad essi il ministro Gelmini ha accettato di aprire il dialogo con le associazioni degli studenti e dei docenti "per aprire uno spazio di confronto serio e sereno", ma solo a due condizioni: "che si discuta sui fatti e sui contenuti del provvedimento e non su falsificazioni della realta’ e che la maggioranza parlamentare possa decidere sulla base delle prerogative costituzionali”.

Nel frattempo le manifestazioni continuano: per oggi pomeriggio è atteso corteo in partenza alle 15 dall’Università La sapienza di Roma e che terminerà in un sit in davanti al Senato.

Leggi anche: Rivolta delle scuole: per capirci qualcosa

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