Milan Fashion Week: Gucci, Alberta Ferretti, Prada, Fendi

di Francesca Parravicini

Inizio con il botto per la Milan Fashion Week! Amo quel fermento fashionaro che invade le strade e frizza, frizza, portando una fauna alquanto misteriosa fuori dalle boutique, dagli showroom, dalle redazioni nel bel mezzo del traffico milanese.
Dunque, senza alcun indugio, buttiamoci pure noi!
Defilè attesissimo quello di Gucci. Devo dirlo: la prima parte dello show non mi ha fatto impazzire. Lo stile austero dei tailleur, con giacche e cappotti oversize mi è sembrato troppo austero, così come certi abbinamenti di colore, verde oliva con arancione, non hanno brillato particolarmente…Ma la collezione decolla con stampe “arboree”, abiti al ginocchio e completi pied de poul dall’appeal moderno e le gown (ho emesso urletti isterici quando le ho viste) un esplodere di piume, trasparenze in nero e colori cangianti (uno splendido pappagallo!).

Come si può non amare la nuova collezione Alberta Ferretti? Io la amo. Questi abiti danno l’impressione di essere dentro uno di quei romanzi vittoriani pieni di eroine romantiche, tragiche e ovviamente vestite benissimo. Bianco e nero purissimi, camice abbottonate e gonne in un velluto che è come la notte, abiti lunghi che accarezzano la figura con charme, seducenti nella loro castigatezza, miniabiti in pizzo e velluto da bambola di porcellana. L’antico con il moderno, quando i colori pop prendono il potere su coat e vestiti deliziosamente retrò. Notti da zarina, con abiti lunghi tutti balze e splendore.

“È una collezione che ha tanti segni e tanti riferimenti. È stato difficile fare l’editing per scegliere gli abiti della sfilata”. Così Miuccia Prada ha riassunto la F/W Prada 2013. Uno stile sorprendente. Quello di una signorina che si presenta su impressionanti tacchi scultura con un vestito d’altri tempi tipicamente anni 50′, vita strettissima, gonna a ruota e con un cappottino a uovo in stampa vichy, ma con i capelli bagnati. Contraddizioni dei nostri tempi, fusione di stili, il disordine di lustrini, asimmetrie colori shock che si insinuano su una base classicista. Splendide i maxi-bauletti, da portare a mano.

Metamorfosi anche sulla passerella Fendi. Una donna androgina con la cresta e la treccia, occhiali da sole alla Blade Runner e passo sicuro. Che piaccia o meno la pelliccia è il capo dominante: su coat multicolor, borse, gonne, scarpe, persino sulle stanghette degli occhiali. Su un fondo dark spiccano il blu elettrico, il fucsia, il rosa shocking, alternati a bianco e panna, che evocano subito epoche future, inondate di luce. Linee fluide, per moderne guerriere cyber-punk che si muovono agili e silenziose.

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