Marco: una settimana tra i terremotati dell'Abruzzo

di admin

Anche qui su Gingergeneration.it, nell’articolo Cercasi volontari per l’Abruzzo, avevamo riportato l’appello lanciato dall’Ufficio Protezione Civile di Legambiente a tutti coloro che intendessero darsi da fare nelle zone colpite dal terremoto del 6 aprile. A rispondere, nei commenti, siete stati veramente in tantissimi, mettendo a disposizione qualsiasi vostra capacità ed attitudine. Anche Marco, giovanissimo volontario della Protezione Civile del Piemonte, ha risposto alla richiesta d’aiuto delle popolazioni terremotate, mettendo a loro disposizione, ad aprile, una settimana di servizio assieme ad altri due volontari del suo gruppo a Barisciano. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare questa particolare esperienza e sapere come vanno le cose in quei luoghi.
 
Innanzitutto, com’è nata la tua decisione di partire per l’Abruzzo?
La Regione Piemonte ha diramato una richiesta di volontari disponibili ad andare in Abruzzo per svolgere svariate mansioni
. La richiesta è subito stata girata dal Comune al nostro caposquadra che a sua volta ha inoltrato la richiesta ai volontari. Appena me lo ha chiesto ho accettato, visto che gli impegni di lavoro me lo permettevano. Così la mattina di venerdì 17 aprile siamo partiti per l’Abruzzo, dove siamo arrivati dopo nove ore.
Come si svolgeva la tua attività di volontariato? Quali erano i tuoi compiti?
Appena arrivati sul posto, a Barisciano, paese poco distante da Onna, il responsabile della squadra alla quale davamo il cambio ci ha dato i compiti di routine quali manutenzione ordinaria dei macchinari, pulizia dei servizi, attivazione e spegnimento delle torri-faro… Oltre a queste cose c’era poi la necessita di portare l’acqua potabile, la corrente e i tubi per la fognatura nei bagni-container. Io in particolare avevo il compito di utilizzare i macchinari, quindi scavavo con lo scavatore, mentre gli altri membri del mio gruppo tiravano i cavi e i tubi… davvero un lavoraccio, e sempre sotto l’acqua!
La situazione delle persone e dei paesi abruzzesi è effettivamente come ci viene raccontata dai mezzi di comunicazione o quello che hai visto tu è diverso?
Per quanto riguarda i media che si concentrano soprattutto sulle immagini delle case distrutte non ho parole: lì la gente è davvero fantastica, cerca di aiutare come può e non si lamenta mai. Ho visto giornalisti della Rai chiedere ad un anziano signore se gli dispiacesse aver perso tutto… non ho parole. Il territorio comunque sembra appena uscito da un bombardamento.
Cosa ti ha colpito maggiormente di quest’esperienza?
Non c’è qualcosa in particolare che mi ha colpito. Quest’esperienza è semplicemente stata la dimostrazione che in Italia c’è tanta brava gente pronta anche a sacrificarsi per dare una mano.
Come si fa ad entrare a far parte della Protezione Civile?
Per quanto riguarda il volontariato, ci sono due tipi di gruppi: le associazioni che sono gruppi indipendenti e poi i gruppi comunali come il mio che hanno come capo il Sindaco e subito sotto di lui un caposquadra. Nel caso dei gruppi comunali basta fare domanda in Comune, nel caso delle associazioni bisogna rivolgersi invece direttamente ad esse. Una volta iscritti, ci sono dei corsi da fare con un esame finale. Fatto ciò si è effettivamente un volontario. Poi naturalmente ci sono di continuo corsi di aggiornamento ed esercitazioni… sperando sempre che nel frattempo non succeda mai nulla!
 
Aiutare attraverso donazioni
Ti ricordiamo che è ancora possibile eseguire donazioni per i terremotati. Per sapere come fare puoi leggere questa pagina del sito della Protezione Civile.
 
Per tenerti aggiornato o saperne di più sul terremoto in Abruzzo visita invece questa sezione del sito della Protezione Civile.
 
 
Guarda alcune foto scattate da Marco nella gallery
 
 
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