Dopofestival 2018: recensione del programma di commento di Sanremo

di Claudia Lisa Moeller

Dopofestival in onda ovviamente dopo il Festival di Sanremo 2018. Orario? Imprecisato. Tra l’1.30 e quasi alle 2 di mattino. Dura quasi un’oretta, se resistete fino alla fine.

Quest’anno l’edizione è condotta da un quartetto scoppiettante. Edoardo Leo, Carolina Di Domenico, e Rolando Ravello sono i padroni di casa di questo immancabile appuntamento sanremese. Sabrina Impacciatore è la disillusa che avrebbe voluto essere conduttrice a Sanremo e si ritrova scaricata in terza, se non quarta serata. Rocco Tanica è il comico della trasmissione con il suo numero con la rassegna stampa fantasiosa. 

Non c’è Sanremo senza l’appuntamento notturno di commento. Quest’anno si è optato per un gruppo di personaggi noti alla televisione e al cinema, ma non visi stranoti (alcuni) al grandissimo pubblico. L’idea di base di questo Dopofestival 2018 è del bar, della chiacchiera in libertà dopo il Festival tra stuzzichini, patatine e crodini si commenta la puntata appena vista. Non mancano stoccate ai soliti criticoni della rete alle polemiche più calde della settimana. Se al Festival ufficiale non si è mai parlato apertamente del caso Ermal Meta e Fabrizio Moro accusati di plagio, qui invece sì. In ungo e in largo spiegando come sarebbe stato possibile, in caso, che la RAI non si fosse accorta prima che il brano poteva essere copiato.

La vera chicca è il monologo di apertura del programma di Edoardo Leo. In onda subito dopo i titoli di coda del Festival che si allunga e striscia nelle ore più tardi della notte, l’attore Edoardo Leo deve inchiodare e convincere il pubblico che ne vale la pena di avere le occhiaie domani mattina. Sì, ne vale la pena non andare a dormire per seguire loro. Il bar nel quale anche noi vorremmo entrare e dire la nostra. Con garbo. Niente strilla. Non è questo un salotto esclusivo. I giornalisti, che in alcune edizioni passate del Festival sembravano moderni divi scesi in terra a condividere il Verbo, sono ospiti interpellati e rispondono alle domande precise dei conduttori. 

Carolina di Domenico è una vecchia conoscenza per chi è cresciuto con MTV. Vedere i giovani conduttori (anzi vj) della rete musicale e sbarazzina fare carriera fa piacere. Si nota il piglio deciso e la capacità di mantenere il dibattito nelle righe. Se sei riuscita a tenere a bada le adolescenti a TRL a Milano davanti al loro idolo, sei capace di tutto.

Rolando Ravello, da buon attore, si dimostra una buona scelta come barista timido che assiste allo svolgimento della serata. Così come Sabrina Impacciatore perfetta svampita che spera che un miracolo faccia venire al mal di gola alla Hunziker per poterla sostituire ai piani alti.

Il cast ha buona alchimia. Si scherza, si risponde senza ripicche, si gioca. Si cerca di rendere l’infinito dibattito su uno show durato comunque oltre tre ore qualcosa di sopportabile. Riescono a far sciogliere anche Claudio Baglioni che rivela un lato più umano e anche vagamente simpatico. E’ alla mano e sembra anche sciogliersi. 

Si è anche lanciato un premio originale e nuovo come il Baglioni d’oro. I vari ospiti di Sanremo devono dire quale è, secondo loro, la canzone migliore in gara trai BIG.

Questa edizione del Dopofestival 2018 tra informalità e leggerezza è un piacere da vedere. I cantanti in gara che vengono ospitati al Dopoefestival si esibiscono in brani  noti della loro discografia. Dopo lo stress, la stanchezza c’è ancora tempo per una canzone per divertirsi davvero ora. Ci spiace solo che purtroppo il Festival finisca così tardi e questo Dopofestival diventa un Dopofestival per pochi, di élite. Vincere contro la stanchezza non è sempre facile…

Voto al Dopofestival 2018? 10. Ben fatto. Senza essere schiavi dei social e dei commenti a volte idioti (e meschini) in giro, questo programma cerca di fare il punto di quanto abbiamo visto. Domande concise e buoni interpreti a finire una notte infinita su e di Sanremo. Se rendi ancora sopportabile e anche divertente Sanremo dopo la sua fine, hai fatto un buon lavoro. 

Questo gruppo dovrebbe fare Sanremo 2019? Difficile rispondere. Tanto più che un programma come il Dopofestival che permette anche una certa ilarità e leggerezza (e tempi brevi) non è il Festival. Il Festival non è la promozione, l’upgrade del Dopofestival. In questo caso semmai è il Dopofestival il meglio di Sanremo 2018. 

E tu cosa ne pensi di questo Dopofestival 2018?

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