La campagna Mediaset “Io Leggo e tu?” accende le polemiche sul web. VIDEO!

di Claudia Lisa Moeller

Chi l’avrebbe mai detto che su Mediaset, rete non proprio nota per i suoi programmi culturali, avremmo mai visto una campagna per invitare i propri telespettatori a leggere di più? In questi giorni sulle reti Mediaset sicuramente avrete visto uno dei 19 spot andati in onda con protagonisti volti noti della rete TV. Qui potete vedere tutti gli spot ideati e girati per la campagna “Io leggo e tu?”.

Ovviamente in rete non sono mancate le polemiche. Qualcuno ha trovato un po’ strano che alcuni noti personaggi del mondo tv si siano prestati per una campagna del genere.

Per esempio, la bella showgirl Belén Rodriguez ammettiamo che non l’avremmo mai detta amante della letteratura. (Anche se va detto che da Piero Chiambretti qualche annetto fa proprio Belén leggeva gli epiloghi di alcuni romanzi bellissimi e famosissimi. Evidentemente era giù un suo pallino… Vedi come le apparenze ingannano delle volte?)

Se da un lato, quindi, si accusava la scelta poco azzeccata di personaggi TV per promuovere la lettura del “buon libro”, c’è chi ha accusato gli altri di essere ipocriti. Non vi vanno bene i volti Mediaset, ma se ci fosse stato qualcun altro? Tuona così Massimiliano Parente da “Il Giornale” accusando di fatto gli sfottò di essere solo frutto di ipocrisie e facili ironie. Come se altri volti della TV, come Fabio Fazio, solo perché in TV si occupano più di questioni culturali siano di fatto e pertanto avidi lettori.

Nessuno, spero, avrà mai pensato questo! Il di recente scomparso Gianni Boncompagni era un uomo dalla sterminata cultura (sosteneva di leggere e rileggere Omero) ed è anche il creatore delle ninfette di “Non è la RAI”. Solo personaggi ingenui potrebbero credere che esiste una cesura netta tra chi fa tv e cultura. Dovremmo anche aprire il capitolo quanti libri sono, effettivamente, prodotti di cultura.

Certo un po’ ci stupisce che Mediaset inviti a leggere. Il problema non sta a Mediaset in quanto rete tv. Il problema è ben prima: che senso ha che una televisione inviti a compiere qualcosa che va contro gli stessi interessi della TV? Perché la TV si trova nella condizione di dover incentivare un comportamento che altre sedi e strutture dovrebbero incoraggiare?

Il problema è anche nell’ingenuità di aver voluto dare un testimonial ai libri.Se vuoi leggere, non hai certo bisogno dell’affabile Gerry Scotti per convincerti ad aprire un libro. Non hanno bisogno di ambasciatori e di slogan convincenti. Non ce ne voglia Simona Ventura che negli spot fa intendere che proprio dalla lettura ha affinato il motto: “Crederci sempre, arrendersi mai!”.  La lettura, per fortuna, non ha bisogno di testimonial diversi se non i libri stessi.

Se veramente Mediaset volesse incentivare i suoi telespettatori a leggere, allora perché non esiste un programma che recensisca e dia consigli per gli acquisti di “buoni libri” (un mantra dello spot)? La televisione è stata anche uno strumento di cultura ed istruzione nel passato e anche (in rari casi) ancora oggi, ma allora perché limitarsi a rendere i libri un accessorio da (bruttino) spot progresso? Questo, a mio giudizio, è la cosa più offensiva della campagna.

Non le possibili Belén del caso avidi lettrici o i Teo Mammucari sofisticati lettori di romanzi russi. Trovo molto più curioso che una rete come Mediaset che, da quello che mi risulta, non ha mai fatto un programma con oggetto i libri ora si impegni in una campagna bruttina e con libri palesemente dalle pagine bianche. In almeno tre casi i testimonial reggono in mano un libro dalla copertina marrone e dentro vuoto.

La migliore, però, è Barbara d’Urso in questa preziosa collezione di spot. Ella sostiene che mentre legge chiude gli occhi ed entra in un mondo fantastico. Complimenti alla signora dei pomeriggi e della domenica Mediaset per aver sviluppato la prima tecnica al mondo di lettura ad occhi chiusi. Me la insegnerebbe?

E tu cosa ne pensi della campagna di Mediaset sulla lettura?

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