Star Wars: Gli Ultimi Jedi – una riflessione sul cinema di oggi (SPOILER!)

di Federica Marcucci

Sono passati due anni da quando l’universo di Star Wars sbarcava nei cinema di mezzo mondo con Il Risveglio della Forza. Un ritorno atteso, quanto discusso, che ha dato origine alla Sequel Trilogy di cui Star Wars: Gli Ultimi Jedi rappresenta l’episodio centrale.

Dopo una manciata di giorni dal debutto nelle sale italiane, in si parla già di record, apprendiamo anche che la Disney ha acquistato una delle major storiche di Hollywood: la 20th Century Fox. Cosa c’entra tutto questo con il mondo creato da Lucas negli anni ’70? Niente o forse tutto.

Secondo noi, oltre a essere il nuovo capitolo di una delle saghe più amate del cinema Gli Ultimi Jedi è anche una cartina tornasole sul mondo del cinema contemporaneo, su come sta cambiando l’idea di concepire i franchise/blockbuster, ma anche l’idea stessa di film. Ovviamente con tutti i pro e contro.

Da ben quattro decadi, le avventure sulla “galassia lontana lontana…” ci raccontano un modo di vedere il cinema che è legato a doppio filo alle innovazioni, ma anche alle innovazioni del momento; ma anche uno spirito che è quello dei tempi odierni. Così, se negli anni ’70 la ribellione dei figli nei confronti dei padri rifletteva quella che era la cultura dell’epoca, oggi vale lo stesso per i giovani protagonisti de Gli Ultimi Jedi.

Rey, Kylo Ren, ma anche i co-protagonisti Po, Rose e Finn seguono le orme delle grandi figure che li hanno preceduti mostrando molto più apertamente debolezze e difetti. Qualcosa che la generazione di Han Solo, Leia e Luke Skywalker ha imparato soltanto con il tempo. Basti pensare al fatale errore commesso dal maestro Skywalker con il suo allievo/nipote Ben Solo.

In questo senso in Star Wars: Gli Ultimi Jedi assistiamo a un passaggio di testimone per certi versi cruciale e che differenzia i giovani protagonisti dalle loro controparti adulte. La morte di Han Solo sullo schermo, quella reale di Carrie Fisher (ci domandiamo come finirà la sua storyline in Episodio IX) e lo stupefacente nonché definitivo addio di Luke Skywalker, sono fondamentali per riportare equilibrio nella Forza così come le scelte di Rey e Kylo Ren.

Tuttavia qualcosa ci fa pensare che, nonostante è chiaro che si tratti di scelte definitive, una risoluzione è ancora lontana. Uno spirito di incertezza che, nel bene e nel male, è in grado di descrivere alla perfezione non soltanto i sentimenti dei nostri giorni, ma anche il nostro cinema, ormai strappato al buio della sala per essere portato sugli schermi di tablet e smartphone.

C’è chi sta accusando Star Wars: Gli Ultimi Jedi di eccessivo buonismo. In sintesi, di essere troppo Disney. Qualunque cosa sia fa parte di un cambiamento. Il cambiamento del cinema e dei nostri tempi. Qualcosa che Star Wars è sempre riuscito a descrivere sin dal 1977.

Avete visto anche voi Star Wars: Gli Ultimi Jedi?

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