Sogniamo ancora il matrimonio?

di admin

Strascico in tulle o organza, bouquet di fiori d’arancio accompagnato da una cosa vecchia, una nuova, una cosa blu.
Non stiamo parlando di oggetti utili per una fattura d’amore ma di quella tradizione che sembra stia passando assieme ai nostri anni: il matrimonio.

Dove si è nascosto l’entusiasmo che caratterizzava le giovani donne desiderose di raccogliere per prime il bouquet lanciato dalla sposa, quel tanto atteso passaggio del testimone che seminava speranza di vivere da protagonista uno dei giorni più belli e significativi della vita, un atto che suggella l’unione di due persone che si promettono tra lacrime ed emozioni amore eterno, nel bene e nel male, nella salute e nella malattia?

L’emancipazione del mondo femminile, gli inaspettati lati fragili di quello maschile, il ritmo di vita frenetico e le maggiori esigenze e capricci dell’umanità intera probabilmente rappresentano gli ingredienti che hanno contribuito a rendere sempre meno significativo il valore del matrimonio e sempre più sintomatiche e  ricercate le convivenze, soluzioni di vita a due più fattibili poichè prive di quelle responsabilità che comporterebbe, invece, il matrimonio.

Timore dei vincoli e  paura di affrontare una vita a due “timbrata” ufficialmente davanti a Dio e allo Stato?

Non sarebbero sufficienti gli psicologi e gli antropologi di tutto l’universo né per rispondere ai numerosi dilemmi che ne conseguono tantomeno per stabilire le cause di questo fenomeno sociologico, sebbene siano eloquenti le statistiche che ci assicurano che le separazioni e le conseguenti  cause legali e divorzi hanno scalato le hit parade della vita di uomini e donne del 21esimo secolo  e sebbene i nostri modelli e miti non rappresentino certo degli esempi da seguire in quanto a relazioni amorose.

Leggendo quà e là, scartabellando le riviste di gossip e quotidiani riusciremmo a contare (forse) sulle dita di entrambe le mani le coppie longeve nel mondo incantato dei  vip, anche se si sta facendo strada una nuova tendenza: Avril Lavigne, sposata con Deryck Whibley, cantante dei Sum4, sembra essere rifiorita dopo il matrimonio; nel mondo del calcio il giovanissimo Kakà ha sposato la sua Carolina, e forse anche il bel Pato sta per fare il grande passo.

Se prestassimo fede al detto "si raccoglie ciò che si semina",  in quanto ad unioni consolidate davanti all’ altare che tipo  di raccolto potremmo ottenere? Il  vecchio e antico sacramento su cui miliardi di famiglie, dai secolo dei secoli, si sono formate sarà destinato a trasformarsi in raro pezzo da museo, o diventerà   cosa per pochi eletti oppure, a sorpresa,   ritornerà proprompente come un  boomerang, rivestito di nuovo?

Noi vogliamo ancora coltivare speranza  verso questa antica tradizione, e riconferirgli il suo ruolo originario di  messaggero di fedeltà e amore svestendolo dell’etichetta, ormai quasi consolidata, di "rinuncia, "enorme sacrifico" e, non ultimo, "pesante palla alla piede" salvandolo anche  dal rischio di essere puro e semplice sinonimo di tendenza e atto di moda, e tu?