Rocco Hunt: video e testo del nuovo singolo Vene e vvà!

di Laura Valli

Ieri, Venerdì 4 settembre è uscito Vene e vvà, il nuovo ed attesissimo singolo di Rocco Hunt, che anticipa l’uscita del prossimo album di inediti (che dovrebbe contenere duetti importanti con Neffa e Clementino). Questo nuovo singolo arriva dopo una vittoria dal Festival di Sanremo, un disco di platino ottenuto con A verità 2.0 ed un tour di successo.

Vene e vvà, è un brano, che segna un passaggio importante nel percorso musicale del rapper campano, un brano di denuncia sociale che non grida allo scontro ma si rifà a dei valori etici e morali, dove musiche hip hop che si fondono con quelle reagge. Rocco rappa di un “sistema corrotto” che non può cambiare, parla dei morti agli stadi, del tempo sprecato guardando lo smartphone in metro (“Questa gente guarda lo schermo e non si parla mai”), del terrore delle notizie tragiche trasmesse dal telegiornale e della “politica cattiva”. Rocco a suo modo fa rivivere lo spirito di Bob Marley nel nuovo singolo, sostenendo che “le sue parole facevano politica”, volendo al contempo trasmettere un messaggio di positività e speranza:  Ogni dolore scompare, è un processo naturale“.

Questo è il senso della canzone Vene e Vvà perché ‘tutto viene e tutto va’ – racconta Rocco Hunt – in particolare le cose materiali, che stanno portando il mondo alla sua distruzione, mentre restano solo i principi dell’uomo, tramandati di generazione in generazione“.

Che ne pensate del nuovo singolo di Rocco Hunt?

Di seguito trovate le parole del testo scritte da Rocco Hunt, e il video della sua nuova canzone:

“[…] Ci hanno sporcato il mare e il futuro dei nostri figli,
Pensavo a mille cose il mese scorso, ero un po’ giù.
Perché se cadi qua è raro che ti ripigli…
E poi la vita diventa il contrario di quello che sogni tu!
Nelle metro tutti con il cellulare,
questa gente, guarda lo schermo non si parla mai…
Ha il terrore grazie alle notizie del telegiornale,
Che trasmette, ogni giorno le tragedie, le vendette e i guai.
Portami dove è sempre giorno e c’è sempre il sole
Dove il tempo è bello e non cambia le persone.
Un posto dove queste chiacchiere non fanno più rumore,
Dove non conta ciò che hai oltre la passione.
Ho visto il mare e i bambini correre a riva,
Nel disastro generale e la politica cattiva.
Ho visto morti negli stadi e dopo chiederci il Perché?!
Siamo schiavi di un sistema ora ti parlerò di un Re… […]”.

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