Reface: come funziona l’applicazione che vi trasforma nei cantanti

di Alberto Muraro

Si chiama Reface l’applicazione più trendy dell’estate 2020. Siamo certi che, almeno una volta, vi sarete imbattuti in uno degli incredibili video che l’app può creare, su Instagram o su Twitter. D’altra parte, come resistere alla possibilità di trasformarsi nella propria star preferita? Ecco un breve tutorial sul suo utilizzo e sulla tecnologia che ha alle spalle!

reface

Reface: cos’è e come funziona l’app che vi trasforma in personaggi famosi

Abbonati subito a Disney Plus! Clicca qui!

reface

Questo tipo di applicazione (prima si chiamava Doublicat) si basa sulle informazioni contenute in una delle vostre foto del viso che caricate sulla piattaforma. Successivamente inserisce tali informazioni sul viso di celebrità, inserite in video musicali o in celebri scene di film.

Il tipo di tecnologia dietro a Reface (e al suo predecessore, Doublicat) è quello del deepfake. Si tratta di una tecnologia molto complessa capace di creare dei veri e propri alter ego virtuali.

Se volete provarla anche voi vi invitiamo a cliccare qui oppure qui.

Ad oggi, sulla piattaforma, è possibile trasformarsi in tantissimi personaggi diversi. Molti degli utenti hanno scelto per esempio di assumere le sembianze di Harry Styles in Watermelon Sugar. Altri invece hanno optato per Shakira, o ancora per Jack Sparrow ne I Pirati dei Caraibi.

Qui sotto potete recuperare il divertente video caricato da Diplo che di recente si è divertito ad usare l’app.

 

Reface app è sicura?

Alla luce dello scandalo Cambridge Analytics, sono in molti gli utenti del web ad essere sospettosi riguardo a queste nuove applicazioni. Sappiamo infatti che questo tipo di programmi, spesso e volentieri, fanno un utilizzo dei nostri dati non esattamente trasparente.

Reface, in questo senso, sottolinea nei suoi termini e condizioni di utilizzo di non utilizzare le foto che caricate se non per il servizio che offre. Le immagini inoltre restano all’interno dei server dell’app per un massimo di 24 ore dopo la sessione di editing, per poi essere cancellate.