Le spose di Costantino: recensione e commento al programma

di Claudia Lisa Moeller

Le spose di Costantino è un programma di RAI 2 in onda ogni giovedì sera in prima serata.

L’idea del programma è semplice. Costantino della Gherardesca è ormai abbonato ai programmi che prevedono località esotiche. Sembra che non sia possibile usare questo conduttore non banale, poliglotta e dalla parlantina sagace senza piazzarlo in qualche località da cartolina possibilmente oltreoceano. Dall’altra parte Costantino viene accompagnato, nonostante la sua omosessualità dichiarata, dalle mogli.

Le showgirls cambiano ogni puntata ed esse sono le mogli del conduttore che al loro fianco gira il mondo. Nelle puntate della prima stagione Costantino è stato e verrà accompagnato da Elisabetta Canalis, Eleonora Giorgi, Valeria Marini e Paola Ferrari. La domanda sorge spontanea: Costantino non poteva proprio essere accompagnato in questi viaggi da uomini?

L’idea di base del programma unisce da un lato località esotiche e dall’altra parte una tipologia di shows come “The simple life” per l’America e per noi “Il principiante”. I protagonisti nell’edizione a stelle e strisce erano Paris Hilton e Nickie Richie e nell’edizione italiana Emanuele Filiberto. In entrambi i formati i rampolli dovevano adeguarsi alla vita umile lavorando e svolgendo mansioni faticose e anche a volte disgustose (come svuotare le fogne).

L’idea del programma “Le spose di Costantino” mischia questo tipo di programmi che vogliono far vedere i soliti VIP privilegiati lavorare sodo e cartoline bellissime da angoli del mondo. L’idea vorrebbe essere, credo, di unire il reportage geografico a momenti che strizzano l’occhio al trash. Possibilmente si spera che da qualche inquadratura possa poi nascere una gif/meme ossessiva che gira online per i secoli avvenire.

Il programma ha alcuni aspetti positivi. Quando Costantino della Gherardesca incontra un ministro presbiteriano dell’Uganda che racconta che egli ha poteri taumaturgici, il conduttore mette in guardia dal credere a possibili guaritori e fattucchieri vari. Inoltre anche la questione dell’omosessualità in Uganda viene affrontata da più punti di vista: da un lato la religione e vecchie credenze rendono ancora oggi l’omosessualità un tabù, dall’altra parte gli attivisti delle comunità LGTQB.

Il taglio da documentario/reportage è alleggerito dai momenti alla “The simple life”. Che ridere vedere la diva italiana nostrana per eccellenza, Valeria Marini, pulire la gabbia dello scimpanzé.

A parte la natura doppia del programma ci chiediamo se davvero c’è bisogno dei sottotitoli per le frasi in inglese dal contenuto e costruzione elementare. Nel 2018 davvero c’è bisogno di tradurre che il leone femmina cucciolo sta da solo? Anzi spesso gli stessi conduttori traducono poco dopo e sintetizzano il messaggio. Non è ridondante la presenza dei sottotitoli e la traduzione dei conduttore (per lo più di Costantino)?

Le spose di Costantino è un programma la cui fruizione primaria è mostrare a chi non può o chi è ancora indeciso dove andare in vacanza quali possibili mete esotiche facciano per lui o lei. Nel frattempo pone l’attenzione su alcune tematiche civili e sociali del paese in questione.

Voto al programma? 7+, può essere piacevole da guardare. Rimane una delusione che i vertici RAI non sappiano come valorizzare al meglio un conduttore come Costantino della Gherardesca.

E tu cosa ne pensi del programma Le spose di Costantino?