Quando la pubblicità non ha confini: il Bag Advertising

di Francesca Parravicini

Almeno una volta al mese mi prendo un giorno per andare a pranzo dalla nonna. E’ un rito piacevole, per staccare dal logorio della vita moderna e rilassarsi un po’. Eravamo tutti intorno al tavolo, io, il nonno e la nonna a mangiare gli gnocchi di fronte ad un mastodontico schermo al plasma nuovo di pacca, quasi troppo grande per il vecchio mobile pieno di ninnoli e centrini di pizzo. Le immagini dei programmi scorrevano placide: gente che litiga nei talkshow, gente che cucina, gente che corre nei telefilm e poi, dling dlong, pausa pubblicitaria. Di fronte alle sempre più fantasiose e rocambolesche trovate della pubblicità, mio nonno, da saggio qual è, ha borbottato: non sanno più cosa inventarsi. Caro nonno hai perfettamente ragione! La pubblicità ha abbattuto le tradizionali barriere di tv, giornali e radio per riversarsi ovunque: in maniera irritante, come quei maledettissimi banner che si aprono all’improvviso durante la navigazione su internet (che odio!) o in maniera insospettabile e molto creativa, attraverso il Bag Advertising. Scopriamo cos’è.

Pubblicità in mano

La pubblicità si può tenere tra le mani con il Bag Advertising. L’idea è semplice ma efficace: personalizzare le classiche shopping bag, ovvero le borse della spesa o i sacchetti dei negozi, con la pubblicità. Ma niente scritte anonime, un aspetto originale attira l’occhio e stuzzica la curiosità. Via agli effetti ottici, ai colori sgargianti e all’iperrealismo. Ad esempio, per pubblicizzare un negozio di abbigliamento, un semplice sacchetto bianco si veste con un manico a forma di gruccia colorata. Idee come la shopper ha forma di filtro di tè per sponsorizzare una nota marca, a forma di lavanderia per la lavanderia, a forma di peso per un negozio di articoli sportivi, portano subito l’allegria! Non mancano le buone cause, come Greenpeace, che al motto di give me your hand, disegna animali che sembrano dare la mano a chi impugna il sacchetto, ma abbonda soprattutto l’ironia e tra le mani dei clienti passano stringhe di scarpe, corde di macchine fotografiche, volanti di macchine e persino, alla faccia dell’humour nero, la corda di un cappio che si stringe intorno al collo di un povero nonnino sorridente. E che dire dei sacchetti che ritraggono addominali scolpiti e glutei scolpiti? Se avete qualche problema di autostima, fanno per voi. E forse vi spingeranno ad andare in palestra.

Qui una gallery degli esempi più divertenti di Bag Advertising.

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