Mika – No Place in Heaven: la recensione di GingerGeneration.it!

di Alberto Muraro

Arrivato al suo quarto disco da solista, Mika ha deciso di abbandonare almeno per un po’ le atmosfere incantate, festose e scherzose dei suoi dischi precedenti e dedicarsi per una volta completamente a sé stesso, alla sua interiorità e ai suoi tormenti personali e familiari: non che quest’ultimo lavoro, No Place in Heaven, sia di per sé un disco triste o poco solare. Niente affatto! C’è però da dire che i riferimenti alla sua condizione di omosessuale, alla complessa situazione familiare e al suo ruolo di artista è preponderante e regala un risultato finale estremamente emozionante e toccante.

Certo, ci saranno forse molte fan di Mika che per esempio potrebbero storcere il naso fin dalla prima canzone, la controversa All she wants, all’interno della quale l’artista libanese parla senza mezzi termini di come la madre non accettasse in alcun modo che il proprio figlio la potesse mettere in imbarazzo con i suoi bizzarri attegiamenti sempre fuori dalle righe. Come se ci fosse qualcosa di male nel ballare e cantare a squarciagola chiusi nella propria stanzetta! Fortunatamente, i toni dell’album iniziano a farsi ben più leggeri con il primo estratto Talk about you, un pezzo fresco nel quale Mika racconta un amore senza confini che supera ogni tipo di odio e stupido pregiudizio da parte della gente. L’atmosfera torna ad incupirsi con la nostalgica Good Guys, pezzo dedicato agli eroi omosessuali della giovinezza dell’artista, e in parallelo con la toccante ballad Last Party, che esprime metaforicamente tutto l’amore e la stima di Mika nei confronti del compianto Freddie Mercury.

Il senso di inadeguatezza in mondo che spesso rema contro Mika si percepisce perfettamente anche in Good Wife (nel quale racconta la storia di un amico lasciato dalla moglie con un figlio piccolo a carico) e anche in No place in heaven, nel quale si legge fra le righe un j’accuse di Mika nei confronti della Chiesa Cattolica, sempre eccessivamente critica verso la comunità omosessuale. Il disco si chiude per fortuna con una nota (anzi, con diverse note!) molto più allegra e scanzonata: stiamo parlando dei sensuali pezzi conclusivi in lingua francese L’amour fait ce qu’il veut e Boum Boum Boum, che ci ricordano le grandissime doti di chansonnier di Mika, vissuto diversi anni nella splendida Parigi.

Il disco, in definitiva, riuscirà con il suo mix di malinconia, gioia, tristezza e charme a conquistare un po’ tutti i palati, confermando quello di cui già ci eravamo accorti da tempo: più che un posto in paradiso, Mika si merita in effetti un posto in tutti i nostri cuori!

Ecco la copertina e la tracklist di No Place in Heaven di Mika: che ne dite?

MIKA_NO PLACE IN HEAVEN_cover
All She Wants
Talk About You
Last Party
Good Guys
Oh Girl You’re the Devil
No Place In Heaven
Staring At the Sun
Hurts
Good Wife
Rio
Ordinary Man

Deluxe Edition

Promiseland
Porcelain
Good Guys, Night Time Mix
L’amour fait ce qu’il veux

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