Mattel lancia una Barbie tatuata

di Francesca Parravicini

Sembra strano da dire, ma è così: la Barbie è specchio dei nostri tempi. Questa bambola riflette il cambiare della società, delle mode e ovviamente della donna: dall’abbigliamento alle professioni, ogni cosa scorre. E la famosa bambola sta per farsi portavoce di un’ennesima, piccola rivoluzione: quella dei tatuaggi.

Barbie Rock

Proprio sabato 8 ottobre è stata presentata la Tokidoki Barbie Girl al Santa Monica Place Store in California. E’ stata creata dall’italianissimo Simone Legno: un look un po’ rock un po’ burlesque un po’ scene queen (?), capelli rosa, leggins leopardati, maglia con cuore-teschio e ovviamente tatuaggi romanticamente floreali. Ma la Mattel non è nuova a queste trovate: un primo tentativo fu fatto nel lontano 1999, quando venne lanciata la Butterfly Art Barbie, decorata da innocue farfalle e fiori, ma basta poco per far partire le associazioni di genitori. Idem per la Totally Stylin’ Tatoos Barbie, con calcomanie da applicare a piacere sul corpo della Barbie o sul proprio per, secondo la Mattel, stimolare la creatività. Per Jenn Alcayaga, madre californiana, “porta i bambini più piccoli a esporre parti del proprio corpo per mostrare i tatuaggi”. Sarà. La Mattel replicò che la sua bambola segue le mode, “è il segno dei tempi che viviamo” e aggiunse, forse esagerando: “ogni generazione è differente. Elvis nella sua epoca, inizialmente fu considerato il diavolo”. Comunque le Barbie tatuate non ebbero fortuna e furono vendute solo in edizioni limitate, come la Barbie Rockabilly, creata appositamente per l’Hard Rock Cafe. Cosa ne sarà della versione Tokidoki? Nonostante tutto le associazioni di genitori sono molto sensibili a questi problemi, ma forse dovrebbero capire che si tratta, infondo, di giocattoli: sta ai genitori far capire alle figlie che sono bambine e non piccole donne, giocare con una bambola è un momento di evasione, non di emulazione (fine del momento moralista). Un gioco per le bambine, un oggetto da collezionare, un piccolo pezzo di storia (nel bene e nel male) per gli adulti. I tatuaggi non sono l’unica provocazione Mattel. Già nel 2002 l’azienda dovette registrare l’insuccesso di Midge, una Barbie perennemente incinta, con pancione calamitato e neonato annesso, maschio o femmina a sorpresa (brr…inquietante) e nel 1997 quello di Share a Smile Beckie, una bambola su sedia a rotelle, ritirata poco dopo l’uscita. La studentessa Kjestri Johnson fece notare che la sedia a rotelle non entrava nell’ascensore della casa dei sogni di Barbie, un gioiellino da 100 dollari.
L’incoerenza dei nostri tempi.

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